Tris di Lorenzo, ma la stella è Iannone

Il pilota vastese (secondo) grande protagonista, terzo è Valentino che resta leader del Mondiale. Marquez, un’altra caduta
Il monologo di Lorenzo, la grande giornata di Andrea Iannone e poi Valentino Rossi che, con il suo terzo posto, difende come un leone la leadership nella classifica del mondiale. Ha vinto chi non ha sbagliato nulla nell’intero weekend. Ha vinto il più regolare, il più costantemente veloce. E ha vinto la moto più affidabile, che meglio delle altre ha saputo adattarsi al tecnico e impegnativo nastro d’asfalto del Mugello. Hanno vinto Jorge Lorenzo e la Yamaha, che piazza sul podio anche Valentino.
A un terzo del cammino stagionale Jorge si ritaglia il ruolo di favorito numero uno per la vittoria del titolo. Glielo cuce sulla tuta il connazionale Marc Marquez, nuovamente nella ghiaia dopo aver oltrepassato i limiti di una Honda che talvolta non vuole essere domata. Lorenzo ha fatto gara a sé: è partito secondo bruciato dallo stacco di Andrea Dovizioso, ma già nel corso del primo giro si è messo alle spalle il ducatista. Poi, da buon martello, ha impresso il proprio ritmo alla gara, guadagnando secondi su secondi.
Lo spettacolo e le schermaglie sono venute dopo di lui. A cominciare da un sontuoso Iannone, che ha portato la Ducati a chiudere in seconda posizione. Nonostante la lussazione alla spalla e la microfrattura alla testa dell’omero rimediate nemmeno tre settimane fa in una caduta durante i test, il “manico” di Vasto ha fatto sobbalzare più di una volta i duemila tifosi in rosso della tribuna Ducati, a partire dal semaforo verde, quando è parso partire in leggero anticipo ma per la direzione gara è stato tutto nelle regole.
Domenica da dimenticare per l’altro Andrea di Borgo Panigale. Dovizioso ha cominciato male la giornata, non sfruttando per niente il warm-up del mattino. Al primo giro, con le gomme ancora fuori temperatura, è incappato in una scivolata alla “esse” delle Biondetti, apparsa come un gran bel cedimento all’ingenuità. In gara, poi, mentre battagliava nell’agguerrito quartetto per il secondo posto, ha dovuto mollare al 14° giro, quando ha infilato la corsia box per scendere dalla sua Ducati, frenata da fortissime vibrazioni al posteriore. La sfortuna ha voluto che si sgranassero alcuni denti della corona.
E Rossi? Il solito Valentino, potremmo ben dire. Spinto dalla bolgia festante dei novantamila del Mugello (138mila spettatori nell’intero weekend, con un aumento di circa il venti per cento rispetto al Gp d’Italia 2014), il Dottore ha trovato le giuste motivazioni pur partendo dalla terza fila e sin dalle prime battute ha aggredito i cordoli della pista toscana mettendo insieme una rimonta da dieci e lode, che alla fine gli ha consentito di tenere a debita distanza (oltre tre secondi di vantaggio) l’Honda di Dani Pedrosa.
Nella gara di Moto3, Romano Fenati (del team Sky Racing di Valentino) si deve accontentare del terzo posto. All’ultima curva non riesce a liberarsi della pressione di Bagnaia (alla fine dietro di soli tre millesimi) e non prende, come vorrebbe, la scia di Kent e del portoghese Oliveira, che regala la prima vittoria al suo Paese. Trionfa quest’ultimo, con il britannico che si rafforza al comando della graduatoria.
In Moto2, si assiste alla sagra delle cadute. Rotolano nelle vie di fuga Corsi, Luthi (quando era in testa), Morbidelli e Folger (era terzo). Vince il campione in carica Tito Rabat davanti a Zarco e a Aegerter.
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