Troest, Nicolas e Gatto: ecco i pilastri della Virtus

16 Dicembre 2014

Difensore, portiere e attaccante sono i rossoneri sempre utilizzati da D’Aversa Ora il trittico con Carpi, Spezia e Bologna: obiettivo chiudere il 2014 a quota 37

LANCIANO. Bisognerà stringere i denti, serrare ancora di più i ranghi per affrontare al meglio lo sprint finale che è davvero duro per la Virtus Lanciano: tre gare, due in casa contro la capolista Carpi, venerdì alle 19, e Bologna, il 28 dicembre, e una fuori, contro lo Spezia alla vigilia di Natale.

Squadre che stanno disputando un ottimo campionato. Assieme alla Virtus. Tre partite in 8 giorni al giro di boa, alla fine del girone di andata, che i rossoneri attendono senza fare calcoli. «Non facciamo calcoli», ha precisato mister Roberto D’Aversa nei giorni scorsi, «anche perché quando li abbiamo fatti non sono mai riusciti. Scendiamo in campo sempre per fare il massimo».

E il massimo significa tre vittorie, ovvero 9 punti, ovvero quota 37. O quanto meno, se possibile, girare con più punti rispetto allo scorso anno, quando alla fine del girone di andata di punti in cassaforte erano 33.

Bisognerà stringere i denti e dovranno farlo i rossoneri puntando su quella che è la loro forza: il gruppo. Un gruppo solido ma anche una squadra che ha un’ossatura solida, fatta cioè dagli stessi giocatori. A differenza del suo predecessore, ovvero Marco Baroni, D’Aversa è più regolare nello scegliere le formazioni, fedele al motto “squadra che vince non si cambia”. O per lo meno si cambia il meno possibile, squalifiche e infortuni permettendo. Che purtroppo ci sono stati e ci sono in casa Virtus.

Due gli infortuni seri occorsi finora. Quello di Cerri, che sta seguendo la riabilitazione al ginocchio operato, a Parma, e che dovrebbe tornare a Lanciano a gennaio, nonostante voci di mercato lo collochino in partenza e di un pronto ritorno proprio a Parma.

Cosa quanto meno improbabile visto che il calciatore è in prestito fino a giugno, i contratti vanno rispettati, penali comprese. Altro infortunio quello avvenuto sabato a Terni a Paghera: per lui infrazione dell'ulna del braccio destro,20 giorni fuori. Pedina importante di D’Aversa il centrocampista bresciano che conta16 presenze su 18. Ma tre sono i “veri” punti fermi di D’Aversa: Nicolas, Troest e Gatto. Per loro 18 patite su 18 ma con delle differenze. Nicolas e Troest contano 1.719 minuti giocati, ovvero sempre presenti dal 1° minuto di gioco, Gatto 1.414 minuti per via delle sostituzioni. Tra gli stakanovisti ci sono poi Di Cecco, Mammarella e Vastola che hanno saltato una sola gara, Paghera e Aquilanti che ne hanno perse solo 2. Sopra i mille minuti c’è anche Piccolo, che ha saltato le prime gare per infortunio. A seguire gli altri fino ad arrivare a De Vita che non ha ancora fatto il suo debutto al pari dei portieri Aridità e Branescu. Gente che magari non ha dato il proprio apporto in campo ma lo ha fatto da fuori tenendo compatta e unita la squadra. Ed è questa la forza del gruppo. La forza della Virtus.

Teresa Di Rocco

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