Trullo: Roseto ha Smith che fa paura

L’ex coach è alla guida di Ferrara e domenica ospita i biancazzurri
ROSETO. Giorni di grande lavoro per il gemeral manager rosetano Fossataro, impegnato a far arrivare per questo fine settimana il nuovo americano degli Sharks, Brandon Sherrod. Il giocatore intanto si è detto euforico di questa nuova esperienza nella A2 di basket.
«Sono orgoglioso di esser diventato uno Squalo, e non vedo l’ora di arrivare per aiutare i miei nuovi compagni a vincere». Sherrod si descrive così: «Sono un’ala atipica, capace di prendere rimbalzi e difendere forte. Sono un buon giocatore d’area, dove con la forza riesco ad avvantaggiarmi sugli avversari». A meno di clamorosi sviluppi, il giocatore non sarà tesserato in tempo per la trasferta di Ferrara. Una buona notizia per il coach degli estensi, quel Tony Trullo che ha guidato Roseto negli ultimi tre anni e mezzo: «Inutile negare che sarà una gara particolare per me, se ripenso agli ultimi bellissimi anni passati nella mia città», dice al telefono il coach. Ferrara arriva da 2 ko e c’è pressione. «È normale, anzi a volte può far anche bene», afferma Trullo, «di certo i due punti persi a Forlì sull’ultimo possesso, per colpa di un evidente fallo non fischiato, ci consegna a questo zero in classifica, ma dobbiamo guardare avanti. Purtroppo negli ultimi 15 giorni di preparazione abbiamo avuto diversi giocatori con problemi fisici, cosa che non ci ha permesso di completare nei tempi quel ritmo di crescita del gruppo che avevamo preventivato».
Eppure in amichevole Ferrara aveva dato una ventina di punti a Treviso: «È vero, ma poi ne abbiamo dovute annullare ben tre, e questo oggi lo paghiamo». E Roseto? «È in grande fiducia, ha inserito un giocatore che a me piace tantissimo come Amoroso, che avevo seguito a inizio mercato. Dovremo fare attenzione a questo Smith, l’ho visto e mi ha impressionato, perché ha un rilascio morbidissimo del tiro; dovremo inventarci qualcosa per provare a limitarlo. Il problema però è che non ci sono solo loro due, ma anche gente come Fultz, Mei e Paci».
Marco Rapone
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