TUTINO INCANTA, LA B HA LA SUA STELLA

22 Ottobre 2018

Abbiamo visto un grande gol, sabato. Uno dei più belli visti in B, in questi ultimi anni. Uno di quei gol per i quali un telecronista può legittimamente saccheggiare il suo vocabolario di aggettivi...

Abbiamo visto un grande gol, sabato. Uno dei più belli visti in B, in questi ultimi anni. Uno di quei gol per i quali un telecronista può legittimamente saccheggiare il suo vocabolario di aggettivi superlativi: “Un supergol!!”. Lo ha segnato Gennaro Tutino, 22enne, napoletano e attaccante del Cosenza, il suo secondo nel rotondo pomeriggio contro il Foggia, il suo terzo in campionato: scambio con Corsi sulla parte laterale dell’area di rigore e colpo di esterno destro, praticamente una trivela, per trovare l’angolo sul palo più lontano.
“Tutino… Tutino… Questo nome mi dice qualcosa…”. A Pescara, lo scorso 16 giugno, aveva segnato la rete del 2-0 nella finale play off di serie C tra Cosenza e Siena (poi finita 3-1), il suo 12esimo stagionale e il Pescara, anche il Pescara insieme a parecchi altri club, gli aveva messo gli occhi addosso e fatto un tentativo con il Napoli, a cui appartiene il cartellino, per farselo prestare. Niente da fare.
In estate Tutino era finito al Carpi ma dal Carpi era praticamente scappato via dopo una decina di giorni di ritiro per voler tornare fortissimamente al Cosenza. L’ennesimo colpo di testa, si disse. Un’altra mattana dello scugnizzo cresciuto nel vivaio azzurro, tanto talento e troppi giri sull’ottovolante della sregolatezza. Perché se sei tanto giovane e ti dicono che sei parecchio bravo, se ti vogliono l’Inter, la Juventus, il Manchester City e pure l’United, magari un po’ smarrisci i giusti riferimenti, disperdendo quel talento nei troppi prestiti a cui ti hanno destinato (Vicenza, Gubbio, Avellino, Bari e Carrarese con appena tre gol totali).
E invece, stavolta, ci aveva visto giusto lui perché Cosenza, evidentemente, è il rifugio, il porto sicuro dove crescere e maturare. Una volta per tutte. Testa a posto, la stabilità sentimentale con Arianna, una dieta rigidissima, il cambio di ruolo (da attaccante esterno ad attaccante che può guardare la porta), l’affetto dei calabresi.
La serie B ha probabilmente trovato un nuovo protagonista e una nuova storia, quella del talento che sembrava perso e che ora segna uno di quei gol che, su YouTube, te lo guardi e te lo riguardi ancora. “Un supergol!”
*giornalista
SkySport
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