Un’ala zemaniana con il vizio del gol
Micciché nasce trequartista, Modica gli cambia ruolo. A 17 anni il debutto in C
CHIETI. È l’esterno più prolifico dell’Eccellenza. Stefano Miccichè, 27 anni, è un’ala sinistra ma vede la porta come pochi. Quattordici gol in campionato, tre in coppa Italia: 17 sigilli per tracciare la strada che porta il Chieti verso la serie D. L’attaccante neroverde è un valore aggiunto perché segna come una prima punta. Miccichè, avezzanese doc, è un bomber atipico che nelle ultime stagioni è sempre andato in doppia cifra. È stato Giacomo Modica a cucirgli l’abito perfetto a Celano. Stefano veniva dal settore giovanile dell’Avezzano dove giocava da trequartista o mezzala. A Celano è Modica a cambiargli ruolo: nel 4-3-3 di stampo zemaniano, il tecnico siciliano lo schiera esterno sinistro. «Diceva che avevo le caratteristiche per fare quel ruolo», racconta Miccichè, «e non si sbagliava».
È da esterno sinistro che Miccichè sprigiona il suo talento. A 17 anni fa l’esordio in serie C con il Celano, poi va a Ostia e la stagione successiva vince la D con l’Aprilia dove è tra i protagonisti. «L’anno dopo potevo andare in C con l’Aprilia, ma non mi hanno riconfermato. Resta un piccolo rimpianto perché forse, se avessi giocato in C quell’anno, avrei potuto fare una carriera diversa».
La breve esperienza in D con il Cynthia e poi Capistrello dove segna a raffica e sfiora la promozione in Interregionale. Che conquista il 26 aprile del 2015 con l’Avezzano di mister Lucarelli, oggi suo allenatore a Chieti. «È uno dei mister con i quali mi trovo meglio», dice Miccichè. «Gli altri sono stati Modica, Scatena a Capistrello e Montani a Francavilla che mi ha insegnato i movimenti del 4-3-3». E proprio con Montani, a Francavilla, dopo l’esperienza di Paterno, il bomber è stato protagonista della promozione in D dei giallorossi con 22 gol. L’anno dopo, con Iervese in panchina, le cose non sono andate bene e Miccichè a dicembre è andato al Badesse. Ora vuole vincere in neroverde. «Sono qui per questo: Chieti è una città che ti dà tanto e sarebbe bello restare anche in D».
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