Un anno di Var, 115 “cambi” e 35 rigori

24 Maggio 2018

Valeri l'arbitro più aiutato. Sono 29 i gol tolti, 14 quelli assegnati

ROMA. Ha appena un anno ma ormai tutti hanno imparato a riconoscere quel gesto che la chiama in causa, le due mani che mimano la forma rettangolare dello schermo tv. È il Var, che dopo il primo anno di vita si può ben dire abbia ottenuto la sua “promozione” in campo. La grande novità del calcio italiano, entrato nel futuro al minuto 37 di Juventus-Cagliari del 19 agosto 2017 quando Maresca ha chiesto per la prima volta l'intervento della “moviola”, spegne la sua prima candelina con 115 interventi in 380 partite di campionato (30,2%), 35 rigori fischiati (i penalty complessivi sono comunque calati da 132 a 126), 18 cancellati e una marea di cartellini gialli in mano. Sono alcuni dei grandi numeri della rivoluzione copernicana nell'arbitraggio forniti da Tiziano Pieri, ex direttore di gara internazionale, che ha calcolato che sulle 92 espulsioni della stagione, il Var è stato decisivo nel 20% delle volte (19 casi). Una percentuale più bassa se si considerano invece i rigori: in 35 casi su 126 (27%) è stato decisivo il consulto della moviola per evitare liti in campo e polemiche sterili. Non a caso, le ammonizioni sono scese drasticamente: da 1.625 della scorsa stagione a 1.475, frutto soprattutto del calo del proteste dopo la verifica video. Nelle 38 giornate, l'arbitro-tv è intervenuto almeno una volta, salvo nella penultima, l'unica in cui non c'è stato alcun cambio decisionale. L'arbitro più “aiutato” è stato Valeri, con 10 cambi di decisione al video in 15 partite. Poi Orsato (7) e Di Bello (6). Tagliavento invece, quando è stato in cabina Var (14 ), non hai mai corretto il collega in campo. I gol tolti grazie al Var sono stati 29, quelli assegnati 14.