Un esordio da incubo per Ventura Chievo strapazzato dall’Atalanta

22 Ottobre 2018

VERONA. La musica non cambia. Per il Chievo e per Gian Piero Ventura. Se l’ultima del tecnico ligure da allenatore era coincisa con il momento più triste del calcio italiano con l’esclusione dal...

VERONA. La musica non cambia. Per il Chievo e per Gian Piero Ventura. Se l’ultima del tecnico ligure da allenatore era coincisa con il momento più triste del calcio italiano con l’esclusione dal Mondiale per mano della Svezia, la prima sulla panchina del Chievo per l’ex ct è un incubo che ritorna. Una sconfitta bruciante, nel punteggio, nella forma, nella sostanza. L’Atalanta di Gasperini risorge al Bentegodi e ne fa cinque ai veronesi. Tra Chievo e i nerazzurri di Bergamo non c’è stata mai partita, sin dal fischio d’inizio. Una superiorità, quella dell’Atalanta, imbarazzante. Fisicamente, tecnicamente e anche tatticamente con il modulo scelto da Gasperini che annichilisce il 3-4-2-1 ipotizzato da Ventura per mettere in difficoltà gli ospiti. Troppo solo e anche troppo acerbo Stepinski per fare la prima e unica punta, un po’ pretenziosa la scelta di Pucciarelli da centrocampista avanzato, un’opzione che di fatto spalanca la superiorità numerica a centrocampo della formazione nerazzurra.
«In questi sei giorni siamo partiti a lavorare sul piano del gioco e probabilmente ho sbagliato», ammette Ventura nel dopo gara, «per proporre e creare calcio bisogna avere la serenità. È stato un errore. A livello numerico è una partita che non si può commentare, non è nemmeno iniziata: dopo cinque minuti si è capito che non c’era possibilità di giocare. Quella che è mancata è la serenità nel fare anche la giocata più banale». Torna a sorridere Gasperini: «Eravamo in un periodo che francamente ci aveva un po’ scioccato. Giocavamo anche bene, ma non raccoglievamo. Oggi tutto è andato per il verso giusto».