Un jolly per Campitelli: le dichiarazioni del medico

Giudizio d’appello. La testimonianza: «Andai dal presidente che non stava bene Era in camera sua, non poteva essere a discutere la combine». Oggi le difese
INVIATO A ROMA. Quasi cinque ore di dibattimento. E non è finita. Si riprenderà questa mattina. Il destino del Teramo è legato alle parole e alle idee degli avvocati del collegio difensivo che parleranno questa mattina, alle ore 9, quando il processo d'appello per Savona-Teramo vivrà l’ultima appendice dopo una notte di speranza. Il presidente Mastrandrea, infatti, ha aggiornato il dibattimento.
Pochi fatti nuovi sono emersi ieri. In molti casi requisitoria e arringhe sono state le stesse del primo grado di giudizio, quello che ha condannato cinque club e undici tesserati per la presunta combine della partita promozione dei biancorossi del 2 maggio scorso. Il presidente della corte d'appello fedrale, Gerardo Mastrandrea, ha detto che la sentenza (insieme a quelle per il caso Catania e Dirty Soccer Catanzaro) sarà resa nota entro il week end. Difficilmente in giornata, più probabile domani o, addirittura, domenica.
I fatti nuovi. Agli atti c'è una nuova testimonianza, quella del medico sociale del Teramo. Che asserisce di essere stato nella camera d'albergo del presidente Campitelli, tra le 12,30 e le 12,45, del 2 maggio scorso, ad Arenzano. Sostiene che ha somministrato all'imprenditore di Canzano un ansiolitico visto che era in tensione per la partita promozione. Questo “toglierebbe” Campitelli dall'incontro di Albisola dove, secondo l'accusa, insieme a Di Giuseppe, avrebbe incontrato i dirigenti del Savona per definire i dettagli della presunta combine. Si tratta di una mossa a sorpresa del collegio difensivo. Una testimonianza che si aggiunge a quella del dirigente biancorosso Scacchioli che sarebbe andato nella stanza di Campitelli, sempre dopo le 12,30, per farsi dare la carta di credito per pagare il conto dell'albergo dove la squadra ha trascorso la vigilia della sfida promozione. Questa mattina gli avvocati argomenteranno questa testimonianza, proveranno a renderla credibile dopo che ieri è stata "bombardata" dal rappresentante dell'Ascoli, Fabrizio Duca dello studio legale Grassani. «Campitelli si è sentito così male quel giorno che se n'è ricordato solo dopo il giudizio di primo grado?». Ironia a parte, la difesa del Teramo aveva bisogno di "riempire" quel vuoto temporale per contrastare l'ipotesi dell'accusa e ha tirato fuori la testimonianza del medico.
Il pool difensivo è stato allargato. Non solo con l'ingresso di Vincenzo Cerulli Irelli, professore di diritto all'università di Roma La Sapienza. All'ultimo momento è stato inserito anche Giovanni Di Giandomenico, ordinario di diritto privato all'università del Molise. Non una, ma due mosse a sorprese. Fermo restando, gli avvocati Michele Cozzone e Eduardo Chiacchio. «Sono due valori aggiunti nella lotta che stiamo portando avanti per ridare la serie B al Teramo. Serie B che il Teramo ha conquistato sul campo», ha detto l'avvocato Chiacchio. Che, insieme a Cozzone, questa mattina insisterà sugli elementi più legati alla giustizia sportiva, cercando di smontare pezzo per pezzo il teorema della procura federale che ieri è stato ribadito dall'aggiunto Gioacchino Tornatore. I professori Cerulli Irelli e Di Giandomenico, probabilmente, insisteranno sul fatto che senza prove non si può condannare. E secondo loro nemmeno senza indizi.
Il Teramo, quindi, le sta tentando tutte pur di ribaltare la sentenza di primo grado del Tribunale federale nazionale che l’ha condannato alla retrocessione in serie D. Lo stesso il Savona che oggi schiererà l’avvocato Luigi Chiappero che per anni ha difeso la Juventus. Va ad affiancare Di Amato che ha parlato ieri per conto del presidente Dellepiane.
L’obiettivo è quello di convincere la corte che i due presidenti, Luciano Campitelli e Aldo Dellepiane non c’entrano nulla nella presunta combine, indipendentemente dalle altre posizioni. Questo per far cadere la responsabilità oggettiva dei club che porta direttamente alla retrocessione tra i dilettanti.
Il collegio giudicante. La commissione nominata per il processo d’appello del caso Savona-Teramo comprende il presidente Gerardo Mastrandrea (magistrato del Consiglio di Stato) e i seguenti componenti: Piero Sandulli, Italo Pappa, Maurizio Greco, Cesare Persichelli, Carlo Porceddu, Mauro Sferrazza, Laura Vasselli e Alessandro Zampone coadiuvati dal rappresentante Aia Carlo Bravi e da Fabio Pesce in qualità di segretario.
Il presidente sceglierà cinque componenti che poi decideranno se accogliere o meno i ricorsi. La procura federale era rappresentata dall’aggiunto Gioacchino Tornatore, non dal procuratore capo Stefano Palazzi, e ha chiesto la conferma delle pene di primo grado.
@roccocoletti1
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