Un po’ di fortuna e il Pescara riparte

8 Dicembre 2018

Nella ripresa un autogol piega le gambe al Carpi, alla fine il 2-0 di Mancuso Per un’ora squadra involuta, poi la scintilla che riporta il Delfino in testa

PESCARA. Dopo poco più di un mese (4-2 al Lecce il 3 novembre scorso), il Pescara è tornato al successo, agganciando il Palermo in vetta alla classifica in attesa delle altre partite della 15ª giornata del campionato di serie B. Serviva una sterzata al cammino dei biancazzurri – cinque punti nelle ultime sei gare – ed è arrivata al termine di una partita in cui hanno sofferto il Carpi, ma l’hanno piegato, nella ripresa, dapprima con un pizzico di fortuna - vedi l’autogol di Mbaye al 29’ - e poi nel finale sigillando il risultato con un contropiede di Mancuso. L’altra notizia della serata è che il Pescara non ha preso gol dopo dieci partite in cui non aveva mai chiuso la partita con la porta imbattuta. Addirittura, nelle ultime quattro gare aveva incassato di media due gol a partita. Detto ciò, non si possono sottacere le difficoltà della squadra, piuttosto bloccata, evidenziate per poco più di un’ora di gioco. Per nulla brillante, men che meno intensa nel produrre gioco. Incapace di alzare i ritmi della partita. Un Pescara sulla falsariga delle ultime partite, al di sotto dello standard dell’inizio di stagione.
Il Carpi si è presentato con la novità del difensore Sabbione spostato in avanti a ridosso dell’unica punta Arrighini per limitare il raggio d’azione di Brugman e, di conseguenza, inaridire la fonte di gioco di Pillon. Due limpide occasioni per i biancazzurri fino al gol; nel primo tempo, al 21’, Marras ha tirato addosso a Piscitelli in uscita, nel secondo Monachello, al 28’, si è contorto su se stesso fallendo una ghiotta palla gol. Sul conseguente angolo, la rete che ha sbloccato il risultato: corner calciato da Brugman, Piscitelli è uscito a vuoto e Mbaye si è ritrovato il pallone sulla testa, indirizzandolo in rete. Un colpo di fortuna bello e buono. Quello che ci voleva per un Pescara ingolfato. Aveva bisogno di una sterzata per mantenersi nelle zone alte della classifica. E la scintilla della serata è stata appunto l’autorete di Mbaye che ha spezzato la partita e dato fiducia ai biancazzurri che fino all’1-0 avevano mostrato qualche imbarazzo al cospetto degli emiliani piuttosto intraprendenti e con una buona confidenza con la zona tiro. Della squadra di Pillon le due occasioni più ghiotte, ma gli uomini di Castori in più occasioni hanno chiamato in causa Kastrati. Niente di particolarmente impegnativo, ma il Carpi non ha rinunciato mai a offendere. Chiaramente, l’autogol di Mbaye gli ha piegato le gambe, dando forza ai padroni di casa. Che hanno raddoppiato, al 44’, grazie a una lunga sgroppata di Mancuso, abile a restare lucido per la conclusione a rete dopo la corsa di 50 metri. Un 2-0 oltremodo generoso, ma quello che ci voleva per rilanciarsi e cercare di limare certe incertezze con il sorriso sulle labbra. A centrocampo ha brillato il solo Melegoni che, tra l’altro, è uscito all’inizio della ripresa per un problema al ginocchio che non dovrebbe essere grave; in avanti Monachello non ha sfruttato la chance concessa da Pillon.
Era all’esordio stagionale Scognamiglio nelle retrovie: un po’ arrugginito, ma la sua serata va archiviata positivamente. I problemi maggiori riguardano il centrocampo, piuttosto involuto con Brugman poco brillante e Memushaj deludente. Resta la sostanza di una vittoria provvidenziale che ha permesso al Pescara di ripartire in attesa di tempi migliori. Nel posticipo serale di lunedì 17 dicembre a Verona servirà qualcosa in più per uscire indenni dal Bentegodi. Nel frattempo, ha ritrovato il sorriso.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA