Un uomo senza mezze misure: in tre anni exploit e flop
Non ha mezze misure Massimo Oddo in panchina. Alti e bassi. Dai fasti di Pescara fino a Crotone, passando per l’esperienza di Udine nella passata stagione. Ha personalità e idee l’ex terzino della...
Non ha mezze misure Massimo Oddo in panchina. Alti e bassi. Dai fasti di Pescara fino a Crotone, passando per l’esperienza di Udine nella passata stagione. Ha personalità e idee l’ex terzino della Lazio, del Milan e della Nazionale. In campo ha vinto, in panchina ha iniziato nel migliore dei modi per poi vivere una fase di stasi. È partito Da Genova e poi dalla sua Pescara, laddove ha preso il via la favola del figlio d’arte, ma dove non ha mai giocato. In biancazzurro è arrivato quando ha iniziato a muovere i primi passi da allenatore. È partito con la Primavera, mettendoci subito del suo. Ovvero trasformando il promettente Torreira (ora all’Arsenal) da trequartista a regista. La grande occasione arriva ben presto e non se la lascia scappare. È maggio 2015 quando Sebastiani gli chiede di prendere il posto di Baroni. E conquista subito tutti, prima qualificandosi ai play off e poi giocandoli alla grande fino alla sfortunata finale di Bologna. Ottiene la conferma a furor di popolo, tanto che Sebastiani non dà seguito all’intesa con Zeman che pure aveva bloccato. Il Pescara di Oddo va: sette vittorie di fila (record per il club), gioca bene e dà spettacolo. Lapadula fa faville anche in B dopo l’esperienza fantastica di Teramo. E a Trapani, il 9 giugno 2016, arriva quella promozione sfuggita un anno prima. Oddo profeta in patria, Pescara ai suoi piedi. Nel momento di massimo fulgore inizia la discesa fatta di scelte sbagliate. Arrivano giocatori che non riescono a interpretare il suo calcio. Buon avvio di campionato in A, ma è un fuoco di paglia. A febbraio arriva l’esonero, poi la retrocessione con Zeman che gli subentra. La piazza si divide sul suo conto. Gioca un buon calcio, ma non redditizio in A. Pausa di riflessione fino alla chiamata da Udine nel novembre scorso. Cinque successi di fila illudono tutti, poi la discesa a picco. Undici sconfitte consecutive fino al licenziamento di aprile. La carriera di Oddo, in panchina, assomiglia alle montagne russe. In estate le offerte non mancano, ma nessuna lo convince. E così arriva il Crotone a fine ottobre. Un ko e un pari finora. È il momento di infilare il turbo per la nuova risalita.
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