UNA COPPIA DAI NERVI D’ACCIAIO

8 Marzo 2015

Facciamo l’ipotesi che Fabio Fognini o Simone Bolelli si fossero trovati avanti di due set a zero nel singolare di uno Slam e che all’inizio del tie break del terzo set i giudici e di linea e l’arbitr...

Facciamo l’ipotesi che Fabio Fognini o Simone Bolelli si fossero trovati avanti di due set a zero nel singolare di uno Slam e che all’inizio del tie break del terzo set i giudici e di linea e l’arbitro, già colpevoli di non pochi errori, si coalizzassero per annullare palle buone italiane o per giudicare come regolari palle kazake fuori campo: quali le loro reazioni? Avrebbero entrambi protestato violentemente, Fabio avrebbe fatto a pezzi un paio di racchette, Simone si sarebbe demoralizzato fino a uscire dalla partita. Invece quando quanto ipotizzato è accaduto davvero ad Astana nel match di doppio della seconda giornata degli ottavi di finale del World Group di Davis, il ligure ha quasi taciuto (rispetto ai suoi standard normali), il bolognese ha fatto civilmente presenti le proprie ragioni, l’unico a prendersela a morte è stato capitan Barazzutti.

È questo il bello della coppia: la sintonia e la sinergia. Come avviene quando due partner nella vita vanno d’accordo e non hanno nulla da rimproverasi l’un l’altro. È finita che gli azzurri hanno sì perso il set contro Andrey Golubev e Aleksandr Nedovyesov, famosi per aver battuto nel 2014 a Ginevra la supercoppia Federer-Wawrinka, ma subito dopo hanno giocato il quarto set con determinazione fino a prendersi il secondo punto di questa difficile Kazakistan vs. Italia. Simone è tornato, dopo la sconfitta di venerdì, a essere efficace nei suoi punti di forza, il servizio e la risposta. Fabio è stato - soprattutto in difesa e a rete - ai livelli di gennaio a Melbourne, quando i due hanno vinto il loro primo storico Slam. Oggi toccherà a uno di loro giocare il quarto e ultimo singolare contro Golubev, sperabilmente dopo aver visto Andreas Seppi battere Mikhail Kukushkin. Se invece il sudtirolese perdesse, Barazzutti dovrebbe sciogliere un dilemma non da poco: meglio il ligure, tornato in ottima forma, o il bolognese che non merita d’essere rimandato in panchina?

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