Vaccini, si valuta l’obbligo per i calciatori
Dopo la Premier League anche in Italia si va verso il Green pass
ROMA . Ieri nel Consiglio federale in via Allegri, a Roma, non si è parlato solo di ripescaggi e riammissioni ai campionati di B e C, ma il presidente Gabriele Gravina ha rivelato: «Ho proposto il Green pass obbligatorio anche per giocatori e addetti ai lavori, dai professionisti ai dilettanti, perché il calcio, anche se ha già un suo protocollo severissimo, resta all'interno delle regole che valgono per il Paese. Noi ci faremo ancor più promotori della campagna vaccinale e valuteremo in seguito a tutela della salute dei nostri lavoratori l'obbligo di vaccino». Come succederà entro ottobre a giocatori e staff di tutte le squadre di Premier League, che dovranno essere vaccinati con doppia dose. La Football Association ha preso questa decisione, visto che al momento solo due club della massima serie inglese, su 20, hanno sottoposto al vaccino tutti i tesserati. In Figc, poi, un altro tema incandescente riguarda la riapertura degli stadi: «Il 50% non è soddisfacente», afferma il presidente Gravina, «e inapplicabile al calcio se sarà necessario mantenere il distanziamento di un metro. Abbiamo chiesto al governo di occupare i posti a scacchiera (linea sostenuta dalla Lega A, ndr). Dispiace che al calcio italiano, che riflessi tanto importanti ha sul Paese dal punto di vista economico e sociale, non venga riconosciuta la sua dignità dallo Stato, non tanto per i ristori, quanto per le difficoltà nel consentire la ripresa da una delle crisi più profonde dalla sua costituzione».

