«Vado al massimo sognando... il tris»

24 Ottobre 2018

Del Grosso ha già vinto due volte la B: non siamo primi per caso

PESCARA. Due promozioni in serie A con Siena e Spal le ha conquistate, ora vuole fare tris con il Pescara, capolista dopo otto gare. «Sapete che dico sempre? Il cielo lasciatelo ai passeri, noi rimaniamo con in piedi per terra», Cristiano Del Grosso è una persona semplice. Un giuliese gentile che gioca a pallone con una passione smisurata e che appena apre bocca lascia la sensazione che dentro di lui ci sia tutto, tranne che un personaggio.
Del Grosso, lei di campionati ne ha già vinti.
«Due. A Siena c’era una squadra fortissima che doveva stravincere il campionato e così è stato, mentre l’esperienza alla Spal è stata diversa. A Ferrara nessuno si sarebbe aspettato un campionato di vertice e la promozione in A».
Come potrebbe accadere a Pescara?
«Sarebbe bello, ma pensiamo a lavorare senza montarci la testa. Il Pescara è partito bene, come quella Spal che alla fine del campionato si prese la serie A».
In cosa si assomigliano le due squadre?
«La forza dello spogliatoio. A Ferrara c’era un grande gruppo, come qui a Pescara che c’è il giusto mix tra giocatori esperti, giovani ed esordienti in serie B».
A lei, come Campagnaro, Balzano e Memushaj, il compito di fare da chioccia.
«Metto al servizio della squadra la mia esperienza, con umiltà, cercando di essere d’esempio ai più giovani».
Finora il suo rendimento è andato oltre le aspettative?
«Niente affatto. Io sono così, cerco di dare tutto. Conosco il mio fisico e so gestirmi, a 35 anni bisogna farlo».
In campo però non sembra, va sempre al massimo.
«Perché mi trasformo. Io voglio giocare altri anni e ho una fame di vittorie che nemmeno immaginate. Ogni gara, per me, è come se fosse la prima. Sono fatto così».
Il segreto di questo Delfino qual è?
«Questo è un Pescara operaio. Umiltà, ambizione e determinazione possono regalarci grandi soddisfazioni. All’inizio dell’anno, dopo due stagioni difficili, in pochi avrebbero scommesso su di noi. Invece, abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela, ma d’ora in poi tutti ci affronteranno alla morte perché siamo la capolista. All’orizzonte abbiamo tre gare durissime contro Cittadella, Cosenza e Lecce».
Di Pillon che cosa pensa?
«Allenatore pragmatico e intelligente. Ha molta passione per il calcio e, soprattutto, è una persona che tiene ai valori, come l’educazione, lo spirito di sacrificio e la meritocrazia. Tutti lo stanno seguendo alla lettera anche per il suo modo di fare».
Pescara da serie A?
«A fine ottobre non posso dire se siamo da serie A o meno. Sicuramente abbiamo dei grandi margini di miglioramento. Non siamo primi in classifica per caso e possiamo crescere parecchio. Come dice Vasco Rossi: “Il cielo lasciatelo ai passeri, noi rimaniamo con in piedi per terra”. Rimaniamo umili».
Vasco Rossi per lei non è solo un cantante. Vero?
«Diciamo che è uno stile di vita. Vasco ha accompagnato tutta la mia vita e lo sta facendo ancora, nei momenti belli e meno belli. La sua musica mi ha aiutato tanto e non è un caso che mio figlio si chiami Vasco Del Grosso».
L’ultimo concerto?
«L’anno scorso. Finora ne ho visti 24, nel prossimo tour ne vedrò altri e forse riuscirò a conoscerlo tramite un tifoso speciale».
Chi?
«Lorenzo Rossi, il figlio. Ci siamo conosciuti di recente, è un mio tifoso e ovviamente del Pescara. Qualche tempo fa mi ha chiesto anche la maglietta. Ci siamo conosciuti tramite un paio di amici in comune e lui mi ha confidato che aveva Del Grosso al Fantacalcio quando giocavo nell’Atalanta. È nata una bella amicizia e quest’anno tramite lui conoscerò Vasco».
Una canzone di Vasco che è diventata la colonna sonora della sua carriera calcistica?
«“Vado al massimo” è una, anche se la mia preferita è “Sally”».
Fan di Vasco, ma anche musicista.
«Musicista? Non esageriamo. Mi piace suonare la chitarra e la batteria. Nessuna lezione, sono autodidatta e mi piace coltivare questa passione. Con i miei amici di Giulianova, a volte, capita di improvvisare dei concertini nel garage di casa».
Del Grosso, Mancuso, Campagnaro. Tutti amanti della musica e tutti suonano uno strumento. Una banda da serie A.
«C’è anche Perrotta che ha iniziato da poco. Gli ho regalato una chitarra acustica qualche tempo fa».
Siete pronti per un concerto per festeggiare la promozione?
«Sto zitto. Quello che penso non lo dico…».
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