Valdifiori in biancazzurro: meglio tardi che mai

11 Settembre 2020

Sette anni fa saltò l’arrivo dall’Empoli: «Mi sento un ragazzino, possiamo fare qualcosa di importante»

PESCARA . L’ultima sfida di Mirko Valdifiori inizia oggi allo stadio San Paolo. L’avversario in amichevole è il Napoli, club in cui ha giocato nel 2015-16 alle dipendenze di Maurizio Sarri. L’esperto centrocampista ha accettato con entusiasmo la proposta del Pescara che sette anni fa, quando militava nell’Empoli, lo aveva in pugno, ma alla fine la trattativa è saltata ed è rimasto in Toscana. «Meglio tardi che mai», le prime parole di Valdifiori, «ricordo quei giorni, anche se non so cosa sia successo, probabilmente le due società non hanno trovato un accordo. Ora sono felice di essere qui e spero di ripagare la fiducia del presidente Daniele Sebastiani e del tecnico Massimo Oddo. Ho parlato con loro e il progetto mi ha convinto, inoltre, quando ho giocato all’Adriatico da avversario il calore della tifoseria pescarese mi ha impressionato».
Una carriera brillante iniziata da giovanissimo a Cesena e proseguita ad Empoli dopo le parentesi con Pavia e Legnano. Nel 2008 l’ingresso nel club toscano che dopo sette anni lo ha ceduto al Napoli per 5,5 milioni. Poco prima dell’arrivo in Campania, a marzo 2015, il debutto in Nazionale con Antonio Conte nel match contro l’Inghilterra (67’ in campo, poi è stato sostituito da Marco Verratti). «È stato il momento più bello della mia carriera». A 34 anni ha ancora tanti stimoli e con lui in cabina di regia il Pescara sogna di tornare ai vertici della serie B. «Mi sento un ragazzino, fortunatamente nel corso della carriera non ho mai avuto infortuni seri e spero di continuare a stare bene. Obiettivo serie A? È prematuro parlarne, noi adesso abbiamo la necessità di riportare entusiasmo tra i tifosi dopo un’annata faticosa che ha visto il Pescara salvarsi ai play out. C’è comunque la voglia di fare qualcosa di importante».
Primo impatto positivo con Massimo Oddo. «Vuole che la squadra giochi in verticale e in modo propositivo, è l’ideale per le mie caratteristiche. Oddo ha la giusta carica dopo l’esperienza a Perugia, anch’io ho tanta voglia di rivincita perché arrivo da una retrocessione, la prima della mia carriera, con la Spal. E anche i miei nuovi compagni hanno un forte desiderio di riscatto. Ci sono i presupposti giusti per disputare un buon campionato».
A breve dovrà iscrivere la figlia a scuola e ha già chiesto informazioni agli amici che vivono a Pescara. «Sì, conosco Cristiano Del Grosso e Marco Sansovini che mi hanno dato qualche consiglio. Ho parlato pure con Manuel Pucciarelli (suo compagno nell’Empoli, ndc) per conoscere la città. Se ci sarà la possibilità lui accetterà volentieri di vestire ancora la maglia biancazzurra». Oggi il battesimo con la casacca del Pescara nel suo vecchio stadio. «È sempre un piacere tornare a Napoli. Lì ho vissuto un anno bellissimo debuttando in Europa League, lì ho ancora tanti amici. Sarà una partita affascinante, affrontare grandi campioni è sempre stimolante. Il test servirà per dirci a che punto siamo».
Infine, un commento sulla nuova serie B. «Torneo durissimo, anche le neopromosse sono delle corazzate che hanno investito tanto per provare a vincere. Serviranno equilibrio e continuità. Ad Empoli, quando siamo stati promossi in A, abbiamo attraversato un periodo difficile, ma siamo stati bravi a non perdere la bussola. L’ansia e la pressione rischiano di rovinare tutto, bisogna gestirle durante l’anno, restare calmi e raggiungere l’obiettivo attraverso il gioco». (g.t.)
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