Valerio: al calcio preferisco un futuro con il camice bianco

Promettente difensore dell’Avezzano decide di chiudere la carriera a 18 anni per inseguire la laurea in Odontoiatria
AVEZZANO. Alzi la mano quel ragazzo che rincorrendo un pallone non abbia sognato di vestire un giorno la maglia della squadra del cuore e di diventarne un campione.
Nonostante i problemi e gli isterismi che ogni tanto ne caratterizzano la storia, il gioco del calcio resta ancora il più bello del mondo e pensare di abbandonarlo quando si è appena compiuti 18 anni e davanti si hanno prospettive di una carriera più che rosea, potrebbe sembrare una follia. Eppure c'è chi questa scelta l'ha fatta, consapevolmente: è Antonio Valerio, che fino a due mesi fa era uno dei punti di forza dell'Avezzano (serie D). Su di lui aveva puntato molto l'allenatore Lucarelli, ma il ragazzo questa decisione l'aveva presa già un paio di anni fa, quando preferì scendere in Prima categoria per poter avere più tempo da dedicare allo studio. Idee chiare le sue, a dispetto di un'età che indurrebbe più al divertimento che al sacrificio sui libri. Ora è a Chieti, dove si è iscritto alla facoltà che un giorno gli consentirà di diventare dottore in Odontoiatria e protesi dentaria. È da lì che racconta la sua breve, ma intensa, parabola calcistica.
«Come tutti i bambini, ho preso a correre dietro al pallone appena ho iniziato a camminare da solo e per anni questa è stata la mia unica passione. Il sogno di diventare calciatore l'ho coltivato per diverso tempo, ma nella vita arriva il giorno delle scelte definitive, e quando sono giunto al bivio, anch’io ho dovuto indicare a me stesso la via da seguire». E mentre parla del suo presente, Valerio non può fare a meno di riavvolgere il brevissimo nastro del suo passato: «Alla velocità di base che mi ha sempre contraddistinto, ho cercato di abbinare anche una discreta tecnica, così da poter diventare un difensore affidabile e forse ci sono riuscito, perché le mie prestazioni con la giovanile dell'Avezzano, sono state notate dai responsabili regionali, che mi hanno sempre voluto nella selezione abruzzese. Ho fatto parte anche della Rappresentativa nazionale e vestire la maglia azzurra a Coverciano, ha rappresentato per me un motivo di orgoglio».
In estate, il presidente Paris e il ds De Angelis erano riusciti a convincerlo a tornare ad allenarsi, ma un paio di mesi fa, l'annuncio definitivo di voler interrompere la carriera a beneficio degli studi: «Ho accettato di tornare a giocare con l'Avezzano, perché non ero sicuro di poter superare lo scoglio dei test d'ingresso universitari, e nel caso non ci fossi riuscito, questo campionato lo avrei portato a termine senza problemi, ma evidentemente era scritto che il mio futuro non sarebbe stato sui campi di calcio». Ai primi di ottobre Valerio parte per Chieti, lasciando nello sconforto i suoi tifosi e in grandi difficoltà la squadra biancoverde. Paris, De Angelis e Lucarelli, ancora oggi non demordono. Ma per Valerio ormai il dado è tratto.
Plinio Olivotto
©RIPRODUZIONE RISERVATA

