Valzania c’è, Mancuso e Capone in ombra

29 Dicembre 2017

Il centrocampista di Zeman è infallibile dalla distanza, ma in attacco il tridente non gira. Brugman ha buone idee

6 FIORILLO. Risponde all’appello quando viene chiamato in causa. Nel primo tempo la sua porta viene messa a repentaglio in un paio di occasioni -ma non per colpa sua- e nella ripresa cerca di evitare brutte sorprese.
6 CRESCENZI. All’inizio fa fatica a prendere le misure a Marsura. Le azioni più pericolose del Venezia si sviluppano nella sua zona di competenza. Spesso ha degli spazi sulla destra, ma non riesce ad effettuare traversoni pericolosi.
6 CODA. Attento nelle chiusure. Fa valere l’esperienza anche se centralmente gli attaccanti di Inzaghi creano problemi.
6 PERROTTA. Con le buone e con le cattive cerca sempre di sbrogliare le situazioni difficili. Si prende un cartellino giallo nel primo tempo.
6 MAZZOTTA. Il primo tiro della partita è suo, da 25 metri, ma con poca fortuna. Bravo a leggere alcune situazioni nelle retrovie con delle buone diagonali.
7,5 VALZANIA. Il romagnolo vince il ballottaggio con Coulibaly. Zeman lo premia con la maglia da titolare e ha ragione visto il risultato. Dinamico, la corsa è la sua dote migliore? Certo, ma anche i tiri dalla distanza. Una sua fucilata consegna la vittoria al Pescara. Decisivo, come era già capitato con la Ternana. Stavolta, però, il suo gol vale i tre punti. Nel finale, regala una gran palla a Baez, che si divora il gol del raddoppio.
6 PROIETTI. Al rientro dopo tre mesi lontano dai campi per infortunio. Non è al meglio della condizione e si vede. In fase di impostazione non eccelle, cerca di mantenere la posizione. Bene sul piano tattico.
6,5 BRUGMAN. Ispirato, è uno dei più brillanti. Il capitano si rende pericoloso in un paio di occasioni, cercando anche di cucire gioco.
5,5 MANCUSO. Prova a sfondare, ma Garofalo e Cernuto cercano in tutti i modi a contenerlo. Non riesce a trovare il varco giusto e nella ripresa sbaglia parecchio. Gli manca il gol e soffre questa astinenza. Non è il bomber ammirato nello scorso campionato a San Benedetto del Tronto.
5,5 BAEZ (dal 32’st). L’uruguaiano, che è tornato ad assaggiare il campo dopo più di tre mesi, è impalpabile. Impreciso, troppo, quando ha tra i piedi la palla del 2-0.
5,5 PETTINARI. Le occasioni più ghiotte gli capitano sul finire di primo tempo, ma il suo colpo di testa viene respinto da Audero che poi lo ipnotizza a tu per tu . Si sacrifica, corre e va ad aiutare in fase di non possesso. Raddoppiato, va in affanno quando viene cercato dai compagni di squadra. È il bomber del Pescara, ma è anche uno degli uomini più utilizzati da Zeman. Ha bisogno di ricaricare le batterie per iniziare nel migliore dei modi il 2018 e il girone di ritorno.
5,5 CAPONE. Primo tempo incolore e sempre avulso dalla manovra offensiva. Non trova spazi e gira a vuoto. Nella ripresa la difesa del Venezia concede spazi, ma il baby scuola Atalanta non trova lo spunto giusto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA