VAR IN B, IL PASTICCIO DELLA LEGA E DELL’AIA

10 Novembre 2020

Un mezzo pasticcio. O, quantomeno, un motivo di imbarazzo e una brutta figura: il VAR in B, per ora rimane spento.Portarlo stabilmente nel secondo campionato italiano, dopo averlo già utilizzato nei...

Un mezzo pasticcio. O, quantomeno, un motivo di imbarazzo e una brutta figura: il VAR in B, per ora rimane spento.
Portarlo stabilmente nel secondo campionato italiano, dopo averlo già utilizzato nei play off e nel play out delle ultime due stagioni, è uno dei punti fermi della gestione di Mauro Balata, il presidente di Lega, che ha affidato a Filippo Merchiori, ex arbitro, due partite dirette in A, ma, soprattutto, ottantotto in B tra il 2010 e il 2015, il progetto e il compito di renderlo pienamente operativo. Lavoro lungo e impegnativo e l’ultima assemblea, quella di giovedì, ha prodotto l’approvazione definitiva: “Dall’inizio di girone di ritorno si parte”, annunciava il comunicato della stessa Lega. E vai, finalmente! La B si adegua alla sorella maggiore, basta con le polemiche e le grida di dolore come quelle, ad esempio, risuonate nell’ultimo derby di Calabria tra Reggina e Cosenza o ad Ascoli, lo scorso 20 ottobre, dove la Reggiana aveva segnato un gol in pieno recupero, ma poi annullato per fuorigioco (e la foto dell’arbitro con le braccia alzate, interpretate erroneamente come un richiamo al VAR, aveva fatto il giro del web, moltiplicando l’ironia). Ma adesso arriva per davvero, il VAR charisce (quasi sempre…), il VAR azzera i dubbi e annulla le chiacchere.
E invece no, almeno non ora, almeno non così. Perché già qualche ora dopo Marcello Nicchi ha smentito: “Nessuno mi ha detto nulla. Escludo che si possa partire con il VAR in B a gennaio”. Ora, può essere che il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri non abbia ricevuto neanche quella telefonata di cortesia dal presidente della Lega B, per poter ufficializzare il varo a livello istituzionale e ci sia rimasto male, ma del VAR in B si parla da mesi e Merchiori aveva ampiamente rassicurato che, anche sotto il profilo dello sforzo finanziario e tecnologico, ormai fosse tutto in regola. Insomma, non una notizia piovuta improvvisamente dal cielo. Che, invece, ha avuto proprio l’effetto di un meteorite.
Magari è il caso che, nei palazzi dove si governa il calcio italiano, si faccia un po' di chiarezza. Ci vuole il VAR?
* giornalista Sky Sport
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