Varagnolo: struttura con tante potenzialità

7 Ottobre 2014

Il pluricampione di equitazione: possiamo convivere e copriremo un campo per il maneggio invernale

SAN GIOVANNI TEATINO. Emiliano Varagnolo chiude nel box la cavalla Garden Jumping Arghentana e racconta dei suoi nuovi impegni all’Ippodromo d’Abruzzo. Cavaliere professionista di salto a ostacoli, istruttore di secondo livello, membro ufficiale della nazionale italiana di equitazione, è stato 5 volte presente a Piazza di Siena e 13 volte rappresentante del Team Italia tra Coppa delle Nazioni e Coppa del Mondo.

«Sono qui dal 1° giugno e mi sono totalmente innamorato di questo posto», esordisce, «è nata una bellissima collaborazione con Marina Falini, presidente del Circolo ippico all’Ippodromo, e con tutta la Ippoinvest, in particolare con il vicepresidente Pieraccini che sta facendo di tutto per dare risalto all’equitazione a San Giovanni Teatino». Con la società La Cordijana Varagnolo ha portato il salto a ostacoli nell’ippodromo abruzzese, un’assoluta novità per la struttura che ha risposto positivamente a questa nuova presenza, ad oggi la scuola di allievi più numerosa d’Abruzzo.

Quali sono gli obiettivi raggiunti?

«Anzitutto la struttura, che parla da sola. Grazie alla sinergia con la proprietà dell’Ippodromo sono state investite somme importanti per il Centro, per esempio sul campo di salto, allungato e allargato, che ci ha permesso di ospitare tra giugno e settembre 4 eventi nazionali e che ci permetterà di ospitarne sempre di più e di maggior rilievo».

È una struttura con molte potenzialità, dunque.

«Credo che sia importante nel panorama italiano, sia come campi che come capacità ricettiva, anzitutto per la posizione. Oggi chi vive al Sud deve arrivare in Emilia Romagna per riuscire a trovare un concorso ad alto livello, creare un centro di salto blasonato in Abruzzo significa quindi accreditarsi l’audience di Roma e Napoli, e non solo, vuol dire raccogliere pubblico anche dalle regioni del Sud oltre che dal Centro Italia naturalmente».

Ha già un programma per il prossimo anno?

«Ce l’ha La Cordijana e ho molta fiducia nelle persone che stanno accanto a me, dall’equipe di soci praticanti che mi aiutano in tutte le esigenze, al presidente della società, Massimo Nervegna, attivo a 360 gradi per questi progetti insieme all’imprenditore Michele Scavongelli e soprattutto a mia moglie (Chiara Ciolli Varagnolo, ndc), che gestisce prevalentemente il management. Perché io vorrei continuare a fare soprattutto il cavaliere professionista!»

A quali progetti si riferisce?

«Stiamo provando ad organizzare una dozzina di manifestazioni nazionali da 3, 4 e 5 stelle ovvero in funzione di montepremi, rispettivamente, da 20, 30 e 40/50.000 euro. Una nuova stagione “out” che dovrebbe partire intorno a marzo 2015. Per San Giovanni Teatino significherebbe ospitare per più di 4 giorni ogni volta quasi 300 cavalli per appuntamento, chiaramente questo crea un gran movimento di addetti ai lavori e di pubblico. Siamo già impegnati in un piano di marketing e sponsorizzazioni che assicuri al meglio la stagione dell’anno prossimo. Tutto ciò, naturalmente, avvantaggia in qualche modo anche le corse».

Crede davvero che l’equitazione possa incrementare il pubblico del Trotto?

«Sì, perché a differenza del trotto che è seguito solo da appassionati e diretti interessati, l’equitazione, contando su tanti partecipanti giovani, porta indirettamente molta gente che può diventare anche pubblico per le corse e magari può affezionarsi a quella meravigliosa disciplina che è il trotto».

Ha detto della stagione “out”. Per l’imminente stagione “in” a cosa pensa?

«D’accordo con la Ippoinvest e secondo le disponibilità stiamo lavorando per la copertura di uno dei due campi. Vorrebbe dire avere un maneggio invernale che porrebbe l’Ippodromo d’Abruzzo in una condizione di assoluto primato in tutta l’Italia centrale. Sono positivo e credo che entro novembre andrà tutto a buon fine. Nelle prossime settimane, invece, inaugureremo la nuova Club house».

Aperta ai “trottatori”?

«Certo, la convivenza è stata da subito propositiva. Anzi, ho trovato dei nuovi amici nei proprietari delle scuderie di trotto, come Silvio Vinditti. Ci si confronta e si passa del tempo assieme nella comune passione per i cavalli». (g.d’o.)

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