Varriale a processo per minacce all’ex compagna

23 Novembre 2021

Il giornalista di Rai Sport il 18 gennaio sarà in tribunale. I magistrati: «Ci sono prove schiaccianti»

ROMA. È fissato per il prossimo 18 gennaio il processo a carico del giornalista della Rai, Enrico Varriale, accusato di stalking. Ha molestato, minacciato e picchiato la sua ex compagna e Varriale va a processo senza neanche passare dall'udienza preliminare. Come riportato da “La Repubblica”, secondo i magistrati romani infatti le prove a carico dell'ex vice direttore di Rai Sport sono schiaccianti. Il 61enne giornalista napoletano è stato sospeso dalla Rai in attesa che si faccia chiarezza sulla vicenda giudiziaria.
Negli atti, si legge che "molestava e picchiava la compagna". Le carte ricostruiscono la vicenda sorta al termine di una relazione sentimentale, un rapporto che proseguiva dall'ottobre 2020 e sembrava essere così consolidato da convincere la vittima che ha denunciato a trasferirsi dalle Marche a Roma. E ancora, nelle carte si legge che la relazione "era proseguita tra alti e bassi sino ai campionati europei: da quell'epoca l'indagato si era mostrato molto nervoso, stressato con repentini scatti d'ira", almeno stando alla denuncia della vittima. Viene poi descritto il difficile momento di Varriale, così come "la sostituzione nelle telecronache della partita". Poi "il procedimento disciplinare" dettato dal mancato rispetto della quarantena ad Euro 2020 e per ultima «la mancata conferma come vicedirettore di Rai Sport». Elementi che secondo i pm definiscono il momento difficile vissuto dal giornalista ma non giustificano quanto accaduto la scorsa estate. L'episodio più grave lo scorso 6 agosto: «Durante un alterco per motivi di gelosia, la sbatteva violentemente al muro - si legge nel decreto che dispone il giudizio immediato - scuotendole e percuotendole le braccia, sferrandole violentemente dei calci».
Dopo l'aggressione, la donna ha interrotto la relazione, ma lui avrebbe tentato «ossessivamente di entrare in contatto», con telefonate, messaggi e blitz al citofono. Gli appostamenti di Varriale avrebbero determinato attacchi di panico nella vittima. Le ferite riscontrate furono giudicate guaribili in cinque giorni, ma ciò che pesa di più contro Varriale è il peso dei traumi psicologici derivanti dall'accaduto.