Vastese, capitombolo in casa dell’Agnonese Quarto posto a rischio
Molisani più motivati, Camerlengo para un calcio di rigore Colavitto rompe il silenzio: «Terreno di gioco indegno»
AGNONE. Ennesimo capitombolo della Vastese lontano dall’Aragona. La maggior fame di vittoria premia i molisani dell’Agnonese che superano i biancorossi orfani del difensore Ciro Amelio, squalificato e del bomber Vito Leonetti, spedito precauzionalmente in tribuna per un risentimento muscolare.
A evitare un passivo più pesante i guantoni di Camerlengo, che respinge un calcio di rigore a Corso. Adriatici puniti dopo appena otto minuti di gioco quando Guerra pennella in area un calcio di punizione per la testa di Corbo, la cui spizzata beffa sul secondo palo l’estremo ospite. Un gol che in qualche maniera taglia le gambe ai ragazzi di Colavitto giunti in Alto Molise con l’idea di portare a casa un risultato positivo. Volontà soffocata da un avversario assetato di punti salvezza che riesce a reprimere sul nascere le giocate affidate ai piedi buoni dell’ex Pizzutelli e di Fiore. Fantasista vastese che si vede dalle parti di Faiella al 19’, ma la sua conclusione viene respinta senza troppi fronzoli dal numero uno di casa. Adriatici che sul finale di tempo, dopo aver perso Iarocci per infortunio, sfiorano il pareggio prima con Bittaye (44’), conclusione deviata in tuffo da Faiella, poi con Fiore (48’), il cui tiro dal limite dell’area dà solo l’illusione del gol con la sfera che termina la corsa sull’esterno della rete.
Nella ripresa è ancora sfida a distanza tra Faiella e il tandem Bittaye-Fiore. Il tutto accade sulla soglia del 15’, quando il portiere dell’Agnonese è chiamato agli straordinari per respingere in tuffo le rasoiate dei due avanti biancorossi. Ma nel momento migliore della Vastese, ecco l’Agnonese rialzare la testa. Capovolgimento di fronte e dalla corsia di sinistra sbuca Frabotta che entra in area e viene messo giù da Maronilli. Per Zucchetti di Foligno nessun dubbio: è rigore. Dagli undici metri si presenta Corso che si fa ipnotizzare da Camerlengo, bravo a distendersi e respingere il pallone. A questo punto si attende la risposta degli adriatici che, tuttavia, rischiano di capitolare ancora al 22’ quando Guerra prende la mira e tenta di piazzare la sfera sotto il sette: superlativa la deviazione di Camerlengo in angolo. Nel frattempo Colavitto richiama in panca uno spento Stivaletta per Lucciarini ma la musica non cambia. Infatti i granata raddoppiano al 27’ quando Santoro, fuggito sul filo del fuorigioco, alla marcatura di Maronilli si presenta a tu per tu con Camerlengo e lo infilza imparabilmente. L’episodio chiude virtualmente i giochi, con la Vastese incapace di imbastire una reazione degna di nota.
Finisce con gli ultrà biancorossi che chiamano a rapporto l’intera rosa del presidente Franco Bolami presente in tribuna.
Al 90’ Gianluca Colavitto rompe il silenzio stampa e se la prende con il rettangolo in sintetico del “Civitelle”. «Giocare su un campo come questo è indegno per la categoria. Lo dico per noi, ma anche per gli avversari. Sembrava quasi di giocare sull’asfalto. Il risultato? Abbiamo retto bene nel primo tempo, ma la Vastese non deve né vincere il torneo né fare i play off. Non voglio buttare le mani avanti, ma ci sono squadre più attrezzate che oggi non hanno i nostri punti. È un momento così. Da domani penseremo al prossimo impegno e cercheremo di onorare al meglio la stagione».
Infine, alla domanda sull’andamento altalenante tra il girone di andata e quello di ritorno, il tecnico degli adriatici ha replicato in questi termini: «Abbiamo disputato un girone di andata a tremila, ma quello di ritorno si sta dimostrando tutt’altra musica complice un girone tosto, equilibrato, che non ti regala assolutamente niente».
Maurizio D’Ottavio

