Vastese passa al 90’, decisivo Martiniello Primo colpo esterno
I biancorossi la spuntano solo nel finale su calcio di rigore Il tecnico D’Adderio frena: «Play off? Niente voli pindarici»
PORTO SANT’ELPIDIO. Arrivata sul gong, ma non per questo meno meritata. Anzi, la Vastese ha ampiamente meritato il successo costruito con una prestazione sempre votata all’attacco e con zero rischi corsi. Un gioco tenuto in mano, con diverse occasioni per poterla sbloccare molto prima, compreso il palo di Diarra. Insomma, se c’era una squadra che doveva vincere era quella biancorossa, anche se poi per portare a casa i tre punti contro il Porto Sant’Elpidio ha dovuto attendere gli ultimi minuti ed un rigore concesso su segnalazione del guardalinee dopo che l’arbitro con ampi cenni aveva fatto proseguire. Tanto vale raccontarlo subito: c’è stato un corner dalla sinistra di Diallo, Obodo sul primo palo di testa l’ha allungata sul secondo per Diarra che in spaccata ha tirato in porta trovando l’opposizione di Bordi, forse con le mani (anche le immagini non lo hanno chiarito). Sta di fatto che è intervenuto il primo assistente Iemmi che ha richiamato l’attenzione dell’arbitro Di Renzo costringendolo a tornare sui passi tra le vibranti protese degli elpidiensi. Dal dischetto il neo entrato Martiniello ha infilato mandando il portiere da una parte e la palla dall’altra. Vantaggio più che meritato pur faticando le proverbiali sette camice per venire a capo dei padroni di casa arroccati a difesa dello 0-0.
Riavvolgendo il nastro, la prima frazione è scivolata via senza grossissime emozioni, ma con la Vastese che ha condotto le danze sin dal primo minuto, mettendo in difficoltà la squadra di casa. Vastese che ci ha provato rendendosi pericolosa più di una circostanza dapprima con Franzese il cui tiro dalla media distanza è terminato alto. Poi il funambolico Mamona che si è incuneato in area e sul tiro, a Cavalieri battuto, Bordi ha salvato sulla linea. Poco dopo la mezzora è Lenoci a sollecitare Cavalieri con un tiro dalla media distanza, il portiere di casa è riuscito ad allungarsi e a deviare in angolo. Ancora l’estremo di casa a salvare sul tentativo da centro area di Di Filippo.
Nella seconda parte si è fatta ancora più asfissiante la pressione di Di Filippo e compagnia, anche con l’ausilio di forze fresche dalla panchina che hanno dato ancor più slancio all’azione offensiva, per larghi tratti un vero e proprio assedio, trovando comunque ancora l’estremo Cavalieri come ultimo baluardo a metterci più di una pezza come nel mancino di Diarra tolto dall’incrocio con la mano di richiamo. Sempre Diarra poco dopo ha preso un palo interno a portiere battuto, con la palla che ha danzato davanti alla linea di porta senza entrare. Anche un positivissimo Di Prisco ha avuto l’occasione giusta, ma se l’è vista ribattere, palla di ritorno per Diarra che non ha centrato lo specchio della porta.
Nel dopo gara mister Fulvio D’Adderio ha analizzato così il primo successo dei suoi in trasferta, non prima di aver sottolineato le difficoltà avute: «Qui anche il Campobasso ha vinto facendo fatica, come è accaduto anche ad altre squadre. Quindi vuol dire che abbiamo battuto una squadra viva che dà del filo da torcere a tutti».
Considerata la striscia positiva, una considerazione va fatta per eventuali giochi per le parti nobili della graduatoria, ma il mister butta acqua sul fuoco: «Abbiamo fatto sette incontri in 21 giorni e quindi non dobbiamo pensare a fasciarci la testa, ma pensare a quello che facciamo di domenica in domenica. Non possiamo fare voli pindarici, anche perché se avessi visto il calendario quando sono arrivato forse non avrei nemmeno accettato, perché in otto partite abbiamo affrontato quasi tutte le prima della classe».
Giuseppe Moreschini

