«Vedrete, Rossi può ancora esser vincente»

L’ex campione: «Marquez è il più forte di tutti ma c’è lotta fino alla bandiera a scacchi»
DALLA PRIMA DELL’INSERTO
Allora Capirossi, come si trova nel ruolo di commentatore?
«Molto bene. All’inizio ovviamente dovevo fare un po’ di pratica perché come tutte le cose nuove ci sono aspetti che non si conoscono e vanno affinati, perfezionati, migliorati, un po’ come la moto. Adesso però ho preso una certa confidenza e mi diverto molto e anzi non vedo l’ora che ci sia un Gran premio per tuffarmi nella telecronaca. Mi diverto un casino».
Ma prima del semaforo verde sente l’adrenalina come quando correva?
«Certo, sento un’adrenalina pazzesca perché ho smesso di correre da poco e ho ancora la testa del pilota e vivo quindi le emozioni del pilota ed ovviamente la partenza è uno dei momenti dove il cuore aumenta alla grande i suoi battiti. È il momento più delicato della gara, non puoi permetterti di sbagliare perché ogni errore lo paghi a caro prezzo».
Il suo è un commento tecnico e la sua grande abilità è quella di dare delle informazioni tecniche ma senza cadere nel tecnicismo.
«Mi piace tantissimo la meccanica e credo di essere anche un buon meccanico ma ovviamente non tutti a casa sono addetti ai lavori e allora cerco di spiegare le cose in modo molto semplice affinché tutti siano in grado di comprendere. La moto è affascinante ma anche complessa e io cerco di renderla semplice e accessibile
La sua voce è come un microfono incorporato al pilota.
«Come detto ho smesso da poco mi sento ancora un pilota, ho la testa del pilota e quindi cerco di trasmettere queste sensazioni anche a chi sta a casa».
Sky ha rivoluzionato le telecronache del motociclismo: che valore aggiunto ha portato?
«Sky ha trasformato il Gran premio in un evento che dura più giorni non limitandosi alle prove e alla gara della domenica. Seguiamo il Gp dal momento in cui vengono piazzate le tende, abbiamo inviati e telecamere nei box, telecamere dedicate e servizi di approfondimento. Insomma, la gara non è solo una gara ma un vero e proprio spettacolo anche grazie al mosaico interattivo e ad altre innovazioni tecnologiche».
Lei corre da quando aveva ancora i brufoli e doveva prendere la patente: come è cambiato il mondo delle corse in questi 25 anni?
«Corro dal 1990 ed è cambiato il mondo. All’epoca tutto era molto più piccolo, familiare, quasi un gioco. Facevamo le partite di calcetto nei box, c’era molta improvvisazione mentre adesso c’è grande programmazione, grandi sponsor e il nostro sport è diventato uno show-business molto importante».
E veniamo al Mondiale: Marquez dittatore illuminato?
«Sicuramente è il più forte di tutti, ha grande classe e una moto che va veloce e le sue vittorie lo stanno a dimostrare. Però c’è lotta in ogni Gran premio e anche se alla fine vince spesso o sempre lui c’è battaglia in ogni corsa e si lotta fino alla bandiera a scacchi».
Però ha appena vent’anni: quanto durerà l’era Marquez?
«E chi può dirlo? Magari nelle serie minori c’è un nuovo fenomeno che è pronto a scalzarlo e a diventare il nuovo dittatore della MotoGp».
Perché c’è tanta Spagna nel motomondiale?
«Perché la Spagna già da qualche anno lavora molto bene con i giovani, li alleva nelle serie minori con un programma federale molto interessante e che andrebbe seguito. C’è molta selezione e quindi i più forti sono davvero dei fuoriclasse».
Valentino Rossi c’è?
«Eccome se c’è e lo ha dimostrato anche nel corso di questa stagione dove è riuscito spesso a duellare con i primi e a salire sul podio».
Ma può ancora pensare di vincere un Mondiale?
«Ha 36 anni, non è facile. Credo che avrà la possibilità di togliersi delle soddisfazioni, di salire sul podio e magari di vincere qualche Gran premio. Ma vincere un Mondiale la vedo dura anche perché la concorrenza è agguerrita e i suoi avversari sono tutti più giovani di lui . Però è già molto bravo adessere lì, a lottare ogni Gran premio con piloti che hanno anche 15 anni meno di lui».
Però anche se non vince Rossi fa sempre audience.
«È un personaggio unico che ha fatto la storia del nostro sport e non solo per le vittorie che ha ottenuto in pista ma anche per le sue qualità uniche dentro e fuori dalle corse».
È difficile vedere un nuovo Rossi. L’Italia si affida a Dovizioso?
«Sicuramente Dovi è un ottimo pilota, sa come si guida una moto e oltretutto è un ottimo collaudatore ed è di grande aiuto al team per lo sviluppo della moto. Ha esperienza ma è ancora piuttosto giovane e secondo me non si è ancora espresso al massimo delle sue possibilità
E Iannone? Dove può arrivare il giovane pescarese?
«Iannone è sicuramente il futuro. È giovane, appunto, va veloce, non ha paura di nessuno e quando è in pista non si fa certo intimidire dagli avversari. Secondo me nei prossimi anni può lottare alla pari con i grandi».
Valentino Beccari
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