Ventura: «L’Italia andrà ai Mondiali»

7 Novembre 2017

Il ct sprizza fiducia in vista della doppia sfida contro la Svezia

FIRENZE. «Andremo di sicuro ai Mondiali». L'ottimismo di Gian Piero Ventura aspettando la (doppia) sfida più importante della carriera.
La fiducia del ct che tra venerdì e lunedì prossimo si gioca il futuro suo e del calcio italiano. Incombe la Svezia, ma l'Italia è carica e pronta. Primo giorno di ritiro, a Coverciano ci sono anche tutti i vertici federali, il presidente Tavecchio, il dg Uva, il vicepresidente Ulivieri.
Pranzo con Ventura e i giocatori poi in aula magna a sentire le parole di un ct che appare più sereno rispetto ai recenti raduni. «Ho visto i ragazzi motivati, vogliosi, determinati, chi ha fatto la storia della nazionale e chi potrà farla. È un momento importante per me, per la mia storia ma anche per i giocatori. Vogliamo tutti andare ai Mondiali e ci andremo per il bene nostro e del movimento. Mi fido del nostro lavoro».
Si tiene poi stretti la spinta dei tifosi che lunedì riempiranno San Siro (65.000 biglietti venduti) e la vicinanza della federazione: «Ringrazio i tanti che verranno a sostenerci, nei momenti decisivi l'Italia si compatta sempre e non delude mai, anche noi quindi non dobbiamo deluderla. Basterà semplicemente fare l'Italia, quella che ogni volta si gioca qualcosa di importante c'è sempre. E dico grazie alla federazione, mai mi sono sentito solo finora, c'è sempre stata grande compattezza e condividiamo lo stesso obiettivo. Il presidente mi ha pure promesso un premio gigantesco», scherza. «Battute a parte, tutti qui vogliamo andare ai Mondiali, mai pensato di non farcela». Ne è così convinto da essere già proiettato, rivela, allo stage in programma il 5-6 dicembre e alle amichevoli di preparazione a Russia 2018 con Inghilterra e Argentina. E questa fiducia il ct vuol trasmetterla e riceverla dal suo stesso gruppo.
Un gruppo allargato, 27 convocati, perché gli spareggi sono ravvicinati, perché c'è più di un acciaccato e per il numero dei diffidati (Parolo, Chiellini, Immobile e Verratti). Tanti i ritorni eccellenti: Belotti, De Rossi, Verratti, Florenzi oltre a Zaza e Jorginho sui quali chiarisce. «Jorginho è qui non per ragioni politiche», dice riferendosi alla possibile convocazione dalla nazionale brasiliana, «ma perché se lo merita. Prima non era stato chiamato perché ci schieravamo con un modulo in cui non c'era un ruolo per lui. Adesso, però, ci giochiamo in 72 ore una qualificazione mondiale, potrà servire fare scelte diverse al di là di come giocheremo».
Vale pure per l'attacco «considerando», aggiunge, «che Belotti è reduce da un infortunio serio e anche Immobile non è al top: fortuna, dico egoisticamente, che ieri (domenica, ndc) Ciro non ha giocato». Intanto riecco Zaza, un'arma in più: «È qui non solo per i gol, ma per come sta giocando. Rispetto all'Europeo è un giocatore maturato. El Shaarawy? Non è una sorpresa per me, ha vissuto un momento particolare, abbiamo parlato a lungo, da lì è stato un crescendo. Ci conto, come su Romagnoli: lo stiamo aspettando, ci ha detto: “Vincete, non vedo l'ora di tornare”. Adesso però non è tempo di sognare, dobbiamo preparare questa doppia sfida. A dire il vero io ho un sogno, avere 20 giorni per allenare l'Italia. E per realizzarlo ho un unico modo, andare ai Mondiali».
La Svezia ci crede. «Non voglio niente di più al mondo che andare in Russia la prossima estate, però non sento di avere la pressione di tutta la nazione su di me. Abbiamo tutto per vincere e i miei si sentono bene». Ieri è stato il giorno del raduno anche per la Svezia, e il ct Janne Andersson carica i suoi. Andersson è alle prese con le non perfette condizioni di alcuni dei suoi, ovvero Lindelof, Durmax ed Ekdal, ex di Siena, Bologna e Cagliari. Lindelof ha il problema che, dopo essere stato strapagato dal Manchester United, che lo ha strappato al Benfica, non riscuote la fiducia di Mourinho, che non lo fa giocare.