Ventura promuove utti «Bravi nelle difficoltà Siamo una vera squadra»

6 Settembre 2016

Immobile gongola: «Il mister aveva predetto il gol, con lui rapporto speciale» Elogi del ct per Verratti: «Importante per noi». Lippi-Figc, nuove polemiche

HAIFA. Giampiero Ventura a fine partita mantiene un profilo basso, non si esalta ma si ritiene soddisfatto della prova dei suoi: «Se abbiamo la convinzione di essere squadra dobbiamo farlo sempre su tutti i campi. 10 contro 11 è comunque sempre difficile a questi livelli. Abbiamo avuto 5 minuti di sbandamento dopo l’espulsione di Chiellini poi non abbiamo subito altro». Il commissario tecnico azzurro quindi vede positivo anche dopo la partita di Haifa: «Abbiamo giocato, sofferto e vinto da squadra. Hanno risposto tutti bene, Verratti ha dimostrato di essere un giocatore di grande spessore. È stato con noi sei giorni dopo un lungo stop e ha dimostrato di essere una componente importante di questa squadra». Prossimo impegno la Spagna tra un mese esatto: «Staremo meglio fisicamente e speriamo di fare bene».

Immobile gongola per il gol del 3-1 che ha chiuso la partita in un momento delicato del match: «Ventura me l’aveva detto, mi aveva visto concentrato e aveva predetto il gol. Quello con il mister è un rapporto speciale, gli devo molto a livello professionale. Tre punti che valgono molto anche perché ne passa solo una».

A tenere banco in queste ore però anche la vicenda Lippi. L’ex commissario tecnico, campione del mondo nel 2006, ha raccontato il retroscena sul suo addio all’incarico di direttore tecnico della Nazionale. Il mister viareggino, intervistato dalla “Domenica Sportiva”, ha rievocato la sua versione e le ragioni del dietrofront, senza lesinare parole dure: «Aspettavamo l’assunzione a ct di Ventura, poi avrebbero fatto l’annuncio», ha spiegato Lippi. «Avevo firmato un pre contratto. Ho lavorato per due mesi con la Federazione, ho parlato con Ventura, con Montella, con gli altri allenatori papabili. Poi abbiamo scelto Ventura». Lippi, che nel frattempo avrebbe raggiunto un accordo per tornare a guidare il Guangzhou nel campionato cinese, ha raccontato ai microfoni della Rai anche altri particolari: «Il giorno prima della presentazione - ha spiegato - è venuto fuori che la Federazione, formata da persone con cui io avevo parlato per due mesi di programmi, futuro, di progetti, aveva cambiato un anno fa lo statuto dei procuratori, categoria alla quale appartiene anche mio figlio, facendo un articolo secondo il quale una persona non può fare il procuratore se ha un parente che lavora in Federazione o in una società affiliata. E io: “Ma siamo fuori di testa?”», ha proseguito l’allenatore. «E loro: “Ma no, vedrai che la aggiustiamo”. Io ho subito detto “Eh, ma poi diranno che la cosa viene aggiustata apposta per Lippi..., così non mi va”». A mettere fine alla questione, andata avanti per qualche giorno, è stata, ai primi di luglio, la sezione consultiva della Corte federale d’appello, alla quale il presidente Carlo Tavecchio aveva chiesto un parere interpretativo.