Ventura: «Sfatiamo il tabù Spagna»

29 Agosto 2017

Sabato al Bernabeu. Fuori casa l’unica vittoria dell’Italia nel 1949

FIRENZE . Vincere in Spagna, per andare ai Mondiali e per sfatare un tabù che sfiora i 70 anni, tanti ne sono passati dall'unica vittoria azzurra ottenuta nel 1949 in terra iberica. Il ct azzurro Gian Piero Ventura ricomincia animato dalla voglia di impresa, anche se oltre alla forza della Roja i problemi non mancano: il mercato aperto («Andrebbe chiuso almeno 24 ore prima dell'inizio del campionato», afferma commentando il caso-Spinazzola), i giovani che nei loro nuovi club non trovano spazio, da Bernardeschi a Pellegrini, la forma fisica non ottimale. «Sono problemi per cui la Nazionale rischia di pagare le conseguenze ma la sfida di Madrid non mi toglie il sonno. Anzi, mi eccita tantissimo e anche nei giocatori ho visto la stessa adrenalina. Avrei preferito due risultati su tre a disposizione, averne uno solo però mi dà ulteriori stimoli. Andremo a giocarcela a viso aperto, senza però dimenticare che affronteremo Israele dopo soli tre giorni: fallire significherebbe vanificare tutto».
Ecco perché il ct già annuncia un turnover mirato. Contro la Spagna è possibile la difesa a tre come a quattro: «Lavoriamo per poter cambiare a gara in corso». Escluso invece il tridente «perché Immobile e Belotti farebbero fatica, sono entrambi punte centrali».
Insomma, sabato a Madrid uno tra Immobile, Insigne e Belotti potrebbe essere escluso. Il ct si gode Insigne: «Sono felice di avere un giocatore come Lorenzo, se sta bene altera gli equilibri. Vedremo, ai buoni giocatori non intendiamo rinunciare». Men che mai a Verratti: «Nel Psg ricopre tutti i ruoli a centrocampo, è pronto e voglioso». Come tutta l'Italia, parola di ct.