Verna, la donna con i guantoni per domare le liti

8 Febbraio 2017

Candidata unica per il comitato regionale da sempre ad alta tensione: «Me lo hanno chiesto le società»

PESCARA. Una donna chiamata a gestire la boxe abruzzese. Non sarà la prima figura femminile al vertice del movimento regionale, ma Mariangela Verna, 42 anni, sposata e mamma di Eleonora, sembra essere piuttosto decisa e intraprendente. E’ l’unica candidata presidente all’elezione in programma il 4 marzo, a Pescara, per il rinnovo del comitato regionale della federazione regionale di pugilato. Nel prossimo quadriennio olimpico, a meno di clamorose sorprese, gestirà la boxe in Abruzzo. Al momento è segretaria del comitato regionale; dopo il 4 marzo diventerà presidente. Non sarà la prima donne al vertice del comitato Abruzzo-Molise perché già Paola Di Bernardo era stata eletta presidente all’inizio dell’ultimo quadriennio olimpico. Adesso i guantoni sono destinati a passare nelle mani di Mariangela Verna. Dovrà farne buon uso per tenere a bada un movimento che negli ultimi anni si è distinto anche per l’alto tasso di litigiosità tra le varie associazioni.

Come nasce la passione per il pugilato?

«Sono sposata con un arbitro di boxe (Emanuele Chiappini di Roseto, ndr). E vivendo questa disciplina sportiva in famiglia la passione è cresciuta con il tempo. Poi...

Poi, è arrivato l’incarico in federazione, a Roseto.

«Sì, purtroppo, a seguito della prematura scomparsa di Biagio Santarelli che era segretario del comitato regionale. Un po’ alla volta ho preso il suo posto al comitato. E gradualmente alla passione si è aggiunto l’interesse fino a fare diventare il pugilato anche una professione».

La federazione pugilato abruzzese ha un tasso di litigiosità non comune.

«Abbastanza, ma spero che la situazione possa migliorare».

L’assemblea elettiva era stata già convocata alcuni mesi fa con un unico candidato presidente, l’avvocato Paolo Vecchioli.

«Sì, ma non è stato raggiunto il quorum di votanti e, dopo un periodo di commissariamento (affidato al consigliere federanel nazionale, il teramano Pino Di Gaetano, ndr), ecco le nuove elezioni il 4 marzo».

Come mai lei?

«Il tutto nasce da una richiesta delle associazioni con le quali si è instaurato un buon feeling. Si fidano della sottoscritta. Conosco le problematiche e soprattutto non vengo da alcuna società. Mi vedono, probabilmente, come una figura terza. Da qui la richiesta di fare un passo avanti».

Per fare che cosa? Quali sono i suoi programmi?

«Da parte mia credo che ci sia la necessità di focalizzare l’attenzione sugli atleti (700 circa tra agonisti, giovanili e amatori) e sulla loro valorizzazione. Ci sono talenti che meritano di essere seguiti e lanciati a livello nazionale. Abbiamo diversi campioni. Dobbiamo migliorare sul piano della comunicazione che può essere una strada anche per attirare maggiori sponsor attorno alla nostra attività. Non è un lavoro semplice, me ne rendo conto. Ma lo voglio portare avanti d’intesa con le 34 associazioni affiliate al comitato Abruzzo-Molise».

Rosetana verace?

«No, io sono nata a Guardiagrele, sono cresciuta a Fara San Martino, ho studiato all’Aquila dove mi sono laureata in lingue e culture moderne e, dal 2009, dopo il terremoto, mi sono trasferita a Roseto». Nella città del basket sarà chiamata a rilanciare la boxe abruzzese.

@roccocoletti1

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