Veroli positivo al Covid Pescara in quarantena

Sintomi lievi per il difensore e squadra in isolamento fino a martedì
PESCARA. Davide Veroli è risultato positivo al Covid-19. Un fulmine a ciel sereno in casa Pescara, quando ormai l’incubo dei contagi sembrava diventato un ricordo sfumato. Il giovane difensore, classe 2003, aggregato in estate in prima squadra dalla Primavera, ha sintomi molto lievi, ma per lui e per tutta la squadra, compreso lo staff tecnico biancazzurro, è già scattata la quarantena. Una pessima notizia poiché il calciatore, la cui positività è stata registrata nella giornata di ieri, ha anche partecipato con tutti i suoi compagni alla trasferta di Gubbio di tre giorni fa, pur senza scendere in campo.
La situazione. La Asl ha già disposto la quarantena obbligatoria per il gruppo squadra fino a martedì. Calciatori e staff sono rientrati nelle loro abitazioni: potranno allenarsi a gruppi ma l’unico tragitto consentito sarà quello dalle loro case al Poggio degli Ulivi. C’è da specificare, poi, che Veroli aveva già ricevuto la doppia dose di vaccino come tutti i calciatori biancazzurri e che i suoi sintomi sono molto lievi. Questo è il motivo per cui, in casa biancazzurra, filtra comunque ottimismo. La vaccinazione totale del gruppo squadra, peraltro, consente di usufruire della forma ridotta di quarantena a 7 giorni. Veroli, peraltro, da qualche settimana aveva ripreso le lezioni a scuola e con i primi sintomi lievi, manifestati nei giorni scorsi, è subito scattato l’allarme, poi confermato dalla positività al tampone.
Primavera salva. Non è scattata la quarantena, fortunatamente, per la formazione Primavera di Pierluigi Iervese, con cui Veroli aveva giocato la sfida di mercoledì scorso, in Coppa Italia, contro lo Spezia (peraltro segnando una doppietta), e a cui il giovane difensore era stato aggregato spesso ultimamente. Ma negli ultimi giorni non ci sono stati contatti tra il classe 2003 e i baby biancazzurri, che dunque non saranno costretti all’isolamento domiciliare.
Torna l’incubo. La positività di Veroli riaccende i riflettori su quello che sembrava solo un brutto ricordo. L’ultima positività in casa Pescara, infatti, risale a fine aprile. In quell’occasione i contagiati arrivarono addirittura a 7, (l’ultimo era stato il portiere Fabrizio Alastra). Una circostanza che certamente non ha aiutato il tecnico Gianluca Grassadonia nella parte finale della scorsa stagione, quando il Pescara era con l’acqua alla gola ed è stato costretto a giocarsi le partite decisive per la salvezza in B a ranghi ridottissimi.
La Reggiana sullo sfondo. Questa mattina, alle 8,30, è previsto un ulteriore giro di tamponi che farà chiarezza su eventuali nuovi positivi anche se, per il momento, nessun altro calciatore ha manifestato sintomi. L’altra buona notizia è che al Poggio degli Ulivi, ieri, era presente solo il gruppo squadra, che ora sta adottando tutte le precauzioni necessarie per cercare di spegnere sul nascere il focolaio. Sullo sfondo, però, resta la gara di domenica, ore 17,30 con la Reggiana all’Adriatico. La positività di Veroli, con quarantena annessa e lo spauracchio di altri possibili contagiati, complica inevitabilmente la preparazione del big match contro la prima della classe.
La speranza è che il focolaio sia stato frenato in tempo, ma di certo la notizia non ci voleva. L’ultimo giro di tamponi, prima della gara contro gli emiliani, verrà fatto domenica mattina. Nel frattempo, la banda Auteri proseguirà con la preparazione della partita cercando di restare concentrata. Ma il Covid è tornato a far paura al Delfino a cinque mesi di distanza dall’ultima volta.

