Verratti in azzurro, spazi molto stretti

Da regista è chiuso da Pirlo e come mezzala non ha le caratteristiche richieste da Conte. Ma forse sarà in campo a Oslo
INVIATO A BARI. Mezzora con l'Olanda a Bari e, probabilmente, martedì sera, a Oslo, in campo dal primo minuto, anche se la concorrenza di Parolo è forte. Ma quale sarà il futuro di Marco Verratti in maglia azzurra? E' difficile da decifrare, malgrado il centrocampista di Manoppello sia stato uno dei pochi salvarsi ai Mondiali in Brasile e sia uno dei pochi talenti indiscussi del calcio italiano. Regista di centrocampo oppure mezzala? Antonio Conte non abbandonerà Andrea Pirlo, dal momento che lo juventino _ nonostante i 35 anni e nonostante in estate avesse fatto capire di voler lasciare la maglia azzurra _ recentemente gli ha confermato la sua disponibilità. E se Pirlo va in Nazionale gioca. E Verratti può essere solo il suo vice, al momento. Nel 3-5-2 di Conte l'ex biancazzurro potrebbe fare la mezzala, così come avviene nel Paris Saint Germain. Potrebbe, ma non è detto, perché il ct azzurro dagli interni di centrocampo pretende "gamba" e tiro. Il prototipo della mezzala di Conte è Vidal, uno che corre, tira in porta e fa gol. Verratti ha altre caratteristiche, è più tecnico e geometrico. Non a caso Conte lo vede come regista. Messa così, non ci sarebbe molto spazio per il centrocampista che a novembre compirà 22 anni. Però, Conte non intende rinunciare al suo talento. E sta lavorando per trovargli un posto. «In questi giorni», ha detto Verratti, «il mister mi ha provato in più ruoli. Io sono a disposizione. So che c'è gente più forte di me (il riferimento a Pirlo e a De Rossi, ndr), ma farò di tutto per ritagliarmi uno spazio mio». Detto ciò, che cosa è cambiato in Nazionale con l'avvento di Conte? «Quando cambia l'allenatore c'è una scossa nel gruppo, tutti vogliono mettersi in mostra. Ed è subito arrivata una bella vittoria contro una grande squadra contro l'Olanda. Resto dell'avviso che il calcio italiano non merita di stare così in basso. Vale più del primo turno dei Mondiali. E sono certo che si possa risalire la china». Dall'Italia dei piedi buoni di Prandelli a quella aggressiva di Conte. «La mentalità è questa: grande aggressività e cattiveria agonistica, sin dall'ingresso in campo. Tant'è che pronti e via, in dieci minuti eravamo 2-0 contro l'Olanda. Prandelli? Lui e Conte sono allenatori diversi….».
Da un ex del Pescara all'altro; da un italiano che gioca in Francia a un altro che gioca in Germania. Ecco Ciro Immobile, il centravanti del Borussia Dortmund che al San Nicola ha segnato la prima rete in Nazionale. E che ha fatto dimenticare Balotelli senza affannarsi più di tanto. «Abbiamo fatto tutto quello che ci ha chiesto il mister. Sono contento, è stata una bella serata, ne avevamo bisogno». Già, ma che cosa è cambiato? «Il gruppo è più solido, l'avevo detto: in Brasile ci è mancato». L'intesa con Zaza? «Ho cercato di aiutarlo in campo, ci siamo cercati e ci siamo trovati sono contento. Le punte con Conte sono fondamentali anche quando la palla ce l'hanno gli avversari».
@roccoletti1
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