VERRATTI, NEYMAR E IL CONTROPIEDE PSG

24 Luglio 2017

L’estate 2017 rischia di passare alla storia con un contropiede di quelli destinati a lasciare il segno. Il Barcellona per mesi ha fatto la corte a Marco Verratti del Paris Saint Germain, mettendo...

L’estate 2017 rischia di passare alla storia con un contropiede di quelli destinati a lasciare il segno. Il Barcellona per mesi ha fatto la corte a Marco Verratti del Paris Saint Germain, mettendo sul piatto della bilancia una cifra di circa cento milioni. Il corteggiamento è andato avanti (invano) per mesi e alla fine ci ha rimesso l’avvocato frentano Donato Di Campli che si è visto sfilare (da Raiola) la procura del centrocampista originario di Manoppello. Poi, a un certo punto dell’estate è cominciata a circolare la voce secondo cui il Psg dell’emiro qatariota Nasser Al Khelaifi vorrebbe prendere il brasiliano Neymar che ha una clausola rescissoria di 225 milioni con il Barcellona. Voci accolte come fantamercato, ma un po’ alla volta si sono fatte insistenti. E ora cominciano a essere credibili. A tal punto che tra clausola rescissoria, ingaggio da 30 milioni all’anno per cinque stagioni, bonus e procura al papà-agente si potrebbe arrivare a circa 500 milioni di euro. Sarebbe l’affare più costoso della storia. E si dovrebbe chiudere in settimana secondo quanto scrivono i giornali spagnoli. Il tempo dirà se le voci si trasformeranno in fatti e se l’operazione andrà in porto, di certo non è solo una voce come era stata bollata all’inizio. L’emiro, infatti, ha intenzione di rilanciare dopo lo sbarco nel calcio nel 2011. Una seconda fase con investimenti ancor più massicci. Da far invidia a quelli del Milan cinese che si è assicurato, finora, lo scettro di re del calciomercato. Sta di fatto che Neymar al Paris Saint Germain farebbe scattare un effetto domino, sia per quanto riguarda i trasferimenti dei top player in Europa sia per la loro valutazione. Una corsa al rialzo che sarebbe uno schiaffo in faccia al fair play finanziario voluto dai vertici dell’Uefa. Il calcio diventerebbe sempre più business e il divario con l’attività di base sarebbe sempre più imbarazzante. La sensazione è che il pallone stia sfuggendo di mano a chi lo gestisce, a tutti i livelli. Anche in Italia dove la stagione sta per ripartire senza che sia stato raggiunto un accordo per eleggere i vertici delle leghe di A e B. La parola d’ordine è plusvalenza. Tutto si fa in nome dei soldi.
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