Verre fuori causa, Bahebeck quasi

Verso la sfida di domenica (ore 12,30) contro l’Udinese: anche la punta rischia il forfait
PESCARA. Brutte notizie per il Pescara a 48 ore dalla sfida in casa dell'Udinese. In un solo colpo, Massimo Oddo perde Valerio Verre e (quasi certamente) anche Jean Cristophe Bahebeck. Il forfait del centrocampista era prevedibile, visto che da un paio di settimane Verre è alle prese con la fascite plantare che gli ha impedito di lavorare con continuità. Ma quello di Bahebeck no. E l’assenza del francese complicherebbe i piani del tecnico in vista della gara di domenica alla Dacia Arena. L'ex centravanti del Paris S.Germain si è fermato in allenamento a causa di un problema al polpaccio destro. Oggi verrà sottoposto ad esami strumentali per scoprire l'esatta entità del guaio. Il 23enne aveva subìto un colpo nella seduta di martedì, salvo poi lavorare normalmente con il resto del gruppo, almeno fino a ieri, quando si è ripresentato il fastidio che lo ha costretto ad interrompere la seduta.
Considerati gli stop per infortunio di Vitturini, Muric, Gyomber e Manaj, oltre allo squalificato Coda, la formazione che si presenterà a Udine appare quasi obbligata. Oggi le prove generali al Poggio a porte chiuse a causa dei lavori di manutenzione in corso nel centro sportivo. In attacco la soluzione più probabile prevede l’utilizzo di Gianluca Caprari “finto centravanti”, ruolo già svolto egregiamente nelle prime partite del campionato, con Benali e Aquilani in posizione di trequartisti. Meno chance di partire dall’inizio per il romeno Alexandru Mitrita e per l'ex Simone Pepe. In difesa, davanti a Bizzarri tra i pali, il rientrante Zampano a destra, Campagnaro e Fornasier al centro e Biraghi a sinistra. Infine, con l’avanzamento di Aquilani, via libera in mediana a Cristante, Brugman e Memushaj.
Dunque, guai seri per Oddo che si ritrova di nuovo senza i due attaccanti di punta, Manaj e Bahebeck. In rosa resta solo Pettinari, che non sembra avere alcuna possibilità di giocare dal primo minuto. Problemi in attacco, stavolta oggettivi. Ora non si parla di reparto debole, ma di emergenza. A proposito, ieri al Centro Giovanni Galeone aveva elogiato il Pescara dalla cintola in su, indicando nella difesa il punto debole della rosa. E ieri Sebastiani ha replicato: «Galeone è un maestro, ma non sono d’accordo», queste le parole del presidente, «le squadre di Oddo giocano a viso aperto, come quelle che allenava lui, e inevitabilmente concedono qualcosa. Anche Galeone non badava molto alla difesa e comunque i nostri non sono affatto scarsi». Poi Sebastiani ha parlato dello scontro-salvezza di domenica. «L’avvento di Delneri ha portato entusiasmo a Udine, lo si è già visto nel match contro la Juventus. Ai miei dico solo di continuare a giocare come stanno facendo».
Si affronteranno due società che mettono in pratica strategie diverse. «Loro puntano molto sul mercato estero, noi siamo più concentrati sui giovani italiani, senza però escludere gli stranieri interessanti». Sebastiani vorrebbe a Pescara uno stadio stile Dacia Arena. Lunedì ci sarà un nuovo incontro per accelerare le pratiche e superare il vincolo della Soprintendenza che ha bloccato l’iter per la ristrutturazione dell’Adriatico.
(ha collaborato
Marco Ratta)
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