Vince la Norvegia, ma l’Italia strappa applausi

A Pescara azzurri ko nella prima gara delle qualificazioni agli Europei. Il teramano Arcieri tra i migliori
PESCARA. «Non è stata una debacle». Commenta così l’allenatore dell’Italia della pallamano Riccardo Trillini la sconfitta per 39 a 24 contro la Norvegia, maturata ieri pomeriggio al pala Giovanni Paolo II di Pescara. Diciamolo chiaramente: l’ostacolo che gli azzurri avevano difronte nella partita inaugurale del girone di qualificazione ai prossimi campionati europei del 2022, era qualcosa di molto simile a una montagna da scalare. Da una parte la squadra dove militano gli abruzzesi Arcieri e Colleluori è alla ricerca della sua fisionomia, dall’altra c’erano i mostri sacri, vice campioni del mondo. Il divario c’è, si sapeva e si è visto, ma le indicazioni arrivate durante i 60 minuti di gioco possono lasciar ben sperare per proseguire la strada nel girone eliminatorio. Gli azzurri sono riusciti spesso e volentieri ad arrivare sul fondo, costringendo il portiere ospite Christensen a sfoggiare il meglio del suo repertorio, specie durante la prima frazione di gioco. Poi è chiaro che quando hai Sagosen che segna 6 volte in appena un tempo e Gulliksen che ne fa 7 nell’altro, tutto diventa più complicato o più facile, dipende dai punti di vista. Ma se la sfida doveva servire per capire a che punto sono gli italiani, le risposte positive non sono mancate. Il vero peccato è stato quello di disputarla a porte chiuse, privando il pubblico dello spettacolo sul rettangolo di gioco e i giocatori di spalti che, presumibilmente sarebbero stati gremiti, considerando il prestigio della competizione. Sul campo, dopo l’illusorio vantaggio italiano segnato da Skatar, i norvegesi hanno ben presto preso il comando delle operazioni, costruendo marcatura dopo marcatura un vantaggio mai messo in discussione. Così facendo gli ospiti sono arrivati all’intervallo con un rassicurante 17 a 7, che la squadra di Trillini non è mai riuscita ad attaccare sul serio neanche in una seconda frazione in cui ha fatto senz’altro meglio dal punto di vista realizzativo, andando 13 volte in rete e costruendo diverse altre occasioni.
Alla fine tra gli italiani è stato proprio il teramano Stefano Arcieri uno dei migliori, grazie anche alle 4 reti realizzate: «La partita di oggi è un sogno che si realizza», commenta nel dopo partita. «Avevamo davanti degli avversari che ho sempre visto in tv, tutti atleti che giocano tra la Bundesliga e la Champions League. Noi siamo stati bravi a rimanere in gara senza subire un’imbarcata. Mi ha fatto piacere vedere la squadra cercare l’affondo e non limitarsi al tiro dalla distanza». E sul girone dice: «Penso che con Bielorussia e Lettonia possiamo giocarcela. La prestazione di oggi deve fornirci la giusta carica». Simile il pensiero del portiere azzurro, l’angolano Andrea Colleluori: «Abbiamo tenuto bene contro una squadra oggettivamente più forte. Il rammarico è quello di aver giocato a porte chiuse, perché penso che il pubblico ci avrebbe dato una spinta ulteriore». La pensa così anche il tecnico Trillini: «Mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra. Chi temeva trenta gol di scarto ha avuto torto. Certo, il passivo rimane ampio, ma abbiamo fatto vedere cose interessanti». Poi torna sulla scelta di Chieti come centro federale per i prossimi 10 anni: «Qui ci sono strutture importanti e l’Abruzzo è ben collegato con tutta l’Italia. Mi piace molto questo palasport, è l’ideale per la nostra disciplina. Spero di tornarci presto, magari per giocarci una sfida decisiva con il sostegno dei tifosi».
Adriano De Stephanis
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