Vivarini: come al solito puniti al minimo errore

«È il copione dell’intera annata. Peccato, ma adesso restiamo sul pezzo» Acori: «I miei da elogiare, non era facile giocare così nella nostra situazione»
TERAMO. E' un Vincenzo Vivarini scuro in volto quello che si presenta in sala stampa al termine dell'incontro. Per il Teramo arriva un punto utile ad allungare la serie positiva (l'imbattibilità è salita a sei giornate) ma che lo costringe a rinviare i propositi di chiudere in anticipo il discorso salvezza.
«Non sono soddisfatto per il risultato», dice il tecnico di Ari, «perchè la squadra ci teneva a vincere per provare a conquistare il prima possibile la salvezza matematica. Sotto il profilo dell'impegno non posso dire nulla ai ragazzi, che hanno spinto tanto cercando di avere un piglio offensivo, in particolare nel secondo tempo. Eravamo riusciti a sbloccare la gara dopo tanti sacrifici, ma purtroppo al minimo errore veniamo puniti e questo è un po' il copione dell'intera annata. E' un peccato. Non abbiamo mai rischiato nulla ma le ingenuità le paghiamo sempre a caro prezzo».
Il gol subìto? Vivarini non ha dubbi: «E' stata una chiara disattenzione da parte nostra. Probabilmente la rete è stata anche viziata da un fuorigioco (ma le immagini televisive certificano che il gol è regolare, ndc). Avremmo potuto indubbiamente fare meglio negli ultimi venti metri. Mi è piaciuto, comunque, l'ingresso in campo di Forte. Al di là dell'assist per Di Paolantonio, Francesco si è mosso bene e ha dato tutto».
A proposito dei punti che mancano per la salvezza, Vivarini liquida così l'argomento: «Restiamo sul pezzo, senza fare calcoli. Occorre avere pazienza ed allenarsi con impegno e determinazione fino alla fine».
GLI AVVERSARI. In casa Rimini, quella di ieri non era una gara come le altre. La trasferta di Teramo era stata preceduta dalla minaccia di sciopero dei giocatori per sollecitare la società, nel baratro economico da mesi, a pagare gli stipendi arretrati. La protesta è stata sospesa proprio alla vigilia della partita. Grazie alla colletta dei tifosi (ai quali, per un risvolto paradossale, era stata vietata la trasferta), che hanno permesso alla squadra di sostenere le spese del trasporto e dell'alloggio, la formazione romagnola è arrivata in Abruzzo ed è regolarmente scesa in campo al Bonolis. «I miei giocatori sono stati encomiabili», sottolinea il tecnico Leonardo Acori, «perché affrontare una partita in una situazione del genere non è facile per niente. Onoreremo le prossime gare con la speranza di risolvere i nostri problemi al più presto. L'associazione calciatori è vicina a questi ragazzi e tramite Umberto Calcagno (vice presidente dell'Aic, ndc) ha promesso alla squadra che qualcosa si sbloccherà. Non possiamo fare altro che continuare a lavorare con l'obiettivo di conquistare la salvezza. La disponibilità dei giocatori c'è. Il pareggio di Teramo serve soprattutto per il morale del gruppo. La squadra di Vivarini è tra le migliori del girone B, non dobbiamo dimenticarlo, e perciò uscire indenni da questo stadio non è roba da poco».
LA RIPRESA. Il Teramo torna ad allenarsi domani per iniziare a preparare la sfida di sabato (ore 17,30) sul campo del Siena. Per il Diavolo sarà la terzultima trasferta stagionale. Da valutare, in settimana, le condizioni del mediano Diego Cenciarelli e del difensore Ivan Speranza, entrambi alle prese con problemi muscolari. Speranza, un po' a sorpresa, era presente ieri in panchina, evidentemente solo per far numero, nonostante il suo nome non figurasse nell'elenco dei convocati alla vigilia.
Gaetano Lombardino
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