Vivarini, emozioni e ricordi Ritorno da brividi a Pescara

20 Novembre 2018

Il 52enne di Ari vive da anni a Francavilla ed è stato giocatore e tecnico biancazzurro La moglie Rossella: «Tifo per il Delfino, ma c’è mio marito e un pari andrebbe bene»

PESCARA. Famiglia Vivarini in fibrillazione. Mancano cinque giorni alla sfida tra Pescara e Ascoli e a casa del tecnico bianconero l’attesa è spasmodica. Domenica Vincenzo Vivarini tornerà all’Adriatico da avversario per la prima volta. Sarà un giorno di grandi emozioni per il 52enne di Ari che vive ormai da anni a Francavilla insieme alla moglie Rossella e alle figlie Ilaria e Flavia.
Rossella e Vincenzo fanno coppia fissa da oltre trent’anni. Si sono conosciuti quando l’allenatore dell’Ascoli militava nelle giovanili del Delfino e Rossella frequentava le scuole superiori a Pescara. «Giocava nella Primavera», racconta la signora Vivarini, «poi ha debuttato in prima squadra e a distanza di qualche anno l’ha anche allenata. È logico che quella di domenica sarà una partita speciale». Il duello metterà in crisi Rossella e le due figlie. «Facciamo il tifo per il Pescara, ma stavolta siamo in difficoltà perché c’è Vincenzo di mezzo. Siamo state sempre al suo fianco, ma magari domenica un pareggio potrebbe accontentare tutti (ride, ndr). Allo stadio ci saranno le nostre figlie, mentre io resterò a soffrire a casa». Al triplice fischio Vincenzo la raggiungerà, o forse, prima di rientrare, smaltirà l’adrenalina in collina a Francavilla insieme ai suoi cani (ne ha sette). Un passione (ereditata dal padre, Pantaleone) che coltiva da tempo, insieme a quella per le montagne abruzzesi. Allenatore gentiluomo, preparatissimo a livello tattico, capace di farsi apprezzare ovunque. La gara di domenica metterà a dura la sua apparente freddezza.
Pescara è parte della vita di Vincenzo, l’album dei ricordi è ricchissimo di foto a tinte biancazzurre. Dagli anni delle giovanili alle prime apparizioni in prima squadra con Tom Rosati, poi Enrico Catuzzi che «mi aprì la mente sul gioco a zona. Nel guardarlo mi sembrava di stare sulla luna», le parole di Vivarini sul compianto ex tecnico del Delfino. Un onesta carriera da attaccante in C prima di appendere le scarpette al chiodo e iniziare l’avventura in panchina, in serie D, ad Ortona, poi Francavilla, Vasto e Giulianova. La svolta grazie all’incontro con il giuliese Andrea Iaconi, ex ds del Pescara». «Gli sarò sempre grato», ripete spesso Vivarini, che entra nello staff biancazzurro come collaboratore e vice di Giovanni Simonelli poi di Maurizio Sarri, il tecnico che diventa il suo modello. Nel 2007 allena la prima squadra insieme a De Rosa e nonostante qualche buon risultato non riesce ad evitare una retrocessione annunciata. L’anno dopo si rialza salvando il Canistro in D, poi Angolana e Chieti (portato in Seconda divisione), Aprilia e Teramo con la promozione in B cancellata dalla giustizia sportiva. Infine, Latina, Empoli e ora Ascoli, il club guidato qualche anno fa da Marco Giampaolo, un altro tecnico che stima molto. Tra cinque giorni il ritorno a casa.
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