Vivarini: i giocatori piangono per la rabbia

Il tecnico: «Più che l’allenatore sto facendo lo psicologo». E alcuni biancorossi pensano alle alternative
TERAMO. Un pianto collettivo nello spogliatoio. La reazione emotiva di un gruppo che da diverse settimane è costretto a convivere con l'incubo di perdere la serie B conquistata sul campo tre mesi e mezzo fa. Stadio Renato Curi di Perugia, ore 21.20 di venerdì: è da poco terminato il primo tempo dell'amichevole tra i padroni di casa e il Teramo quando durante l'intervallo del match (perso 1-0, con gol perugino al 90') i giocatori scoppiano in lacrime. Ma c'è anche chi, come il capitano Ivan Speranza, ha pianto anche alla fine della partita. Un crollo emotivo improvviso, frutto di giornate surreali e della difficile situazione che la società sta vivendo dopo la sentenza di primo grado sulla presunta combine di Savona. Negli occhi dei giocatori c'è l'incubo della serie D che solo la sentenza d'appello può ancora scacciare. «Piangevano tutti», ha svelato il tecnico Vincenzo Vivarini al termine della partita di Perugia, venerdì sera, «e questo fa capire con quale stato d'animo stiamo lavorando e la qualità umana di questi giocatori, che corrono il rischio di ritrovarsi a spasso. Li ringrazio. E' una situazione inedita per tutti e che non auguro a nessuno. In queste settimane, oltre a fare l'allenatore, sto vestendo i panni dello psicologo, in quanto ho a che fare con ragazzi estremamente sensibili e alle prese con qualcosa di più grande di loro. Non è facile andare avanti e cerco di stare il più possibile vicino ad ognuno. Possiamo solo dare risposte in mezzo al campo», aggiunge Vivarini, «facendo prestazioni soddisfacenti per i nostri tifosi. Ho la fortuna di guidare una squadra di qualità e con dei valori importanti. La gente l'ha capito ed è stato bello ricevere gli applausi dei tifosi del Perugia, che hanno compreso il nostro delicato momento». A proposito dei tifosi del Perugia, emblematico lo striscione esposto venerdì nella curva nord del Curi all'indomani della sentenza di primo grado sul Teramo: "Come al solito due pesi-due misure. Gli ultrà non retrocedono". Il gesto è stato apprezzato dai sostenitori biancorossi (presenti in buon numero in Umbria e pronti ad andare a Roma per il processo d'appello), a testimonianza degli ottimi rapporti tra le due tifoserie.
La squadra. La truppa di Vivarini è rientrata in città ieri mattina e ha svolto una seduta d'allenamento pomeridiana prima del rompete le righe per il week end. La ripresa dei lavori è fissata per martedì pomeriggio al Bonolis. Tra le note positive della serata di Perugia è da segnalare il ritorno in campo dell'esterno sinistro Tommaso D'Orazio (subentrato nel finale a Scipioni), reduce da un mese di stop per un problema al metatarso del piede destro. Sono rimasti in panchina, per fastidi fisici, gli attaccanti Donnarumma (polpaccio) e D'Agostino (caviglia) e l'esterno Di Matteo (affaticamento).
Il futuro. Inevitabile, in queste ore, il rincorrersi di voci sul futuro dei giocatori del Teramo, che in caso di retrocessione in D sarebbero automaticamente svincolati. Nel gruppo, comunque, si cerca di fare fronte comune e di aspettare l'esito del giudizio d'appello prima di prendere qualsiasi decisione. I rumors di mercato, però, si infittiscono. Tra i nomi più gettonati c'è quello di Alfredo Donnarumma, sotto contratto con il Diavolo fino al 2018. Il bomber napoletano piace a diverse squadre di B e Lega Pro tra le quali Virtus Lanciano, Spezia, Salernitana, Crotone, Latina, Lecce, Foggia, Pavia, Brescia, Cremonese, Matera e Akragas. Un altro nome "pesante" è quello del leader difensivo Ivan Speranza, appetito dalla Juve Stabia. Piacciono a molti club, inoltre, i centrocampisti Bartolomei e Cenciarelli e i difensori Empereur e Rigione. Il secondo grado di giudizio, dunque, farà da spartiacque per il futuro del Teramo e per quello professionale dei giocatori.
Gaetano Lombardino
©RIPRODUZIONE RISERVATA

