Vivarini: il rigore non c’era ma bisogna dare di più

7 Dicembre 2015

«Gli episodi ci sono contro, per salvarci dobbiamo migliorare le prestazioni Ora restiamo calmi e tranquilli, il campionato è equilibrato e si può recuperare»

LUCCA. Vincenzo Vivarini non si aggrappa all’alibi del rigore molto dubbio che ha segnato le sorti della trasferta in Toscana da parte del Teramo e dice: «Fuori casa bisogna dare qualcosa in più. Nel primo tempo avevamo fatto ciò che volevamo: far giocare loro, che infatti ci attaccavano con sette o otto uomini diversi, e poi dovevamo essere bravi noi a ripartire in contropiede, senza lasciare spazi tra le linee e specialmente sulle palle lunghe. Invece il primo gol rossonero è scaturito proprio da una situazione del genere: rilancio loro, il centrocampo non ha accorciato e Fanucchi ha segnato, permettendo alla Lucchese di pareggiare prima di scendere negli spogliatoi».

Nel secondo tempo cosa è successo? «È dall’inizio dell’anno che abbiamo problemi sugli episodi, anche oggi si è ripetuta questa nostra caratteristica, con quel rigore subìto dopo pochi minuti che ha permesso ai rossoneri di andare in vantaggio. Cosa volete che dica? Dobbiamo essere più bravi di quanto siamo stati per far fronte pure a episodi del genere. E complimenti ai nostri avversari, che hanno disputato una bella gara».

Ma c’era o non c’era quel rigore? «Ce n’era uno per la Lucchese di rigore, ma alla fine della partita, un intervento scorretto ai danni di Bianconi. Quello del 2-1 era una gamba tesa e un gioco pericoloso del loro numero sette. L’arbitro ha dunque sbagliato due volte. Ma, ripeto, dobbiamo essere bravi noi a non concedere niente, questo conta».

E ora? «L’obiettivo del Teramo è sempre il solito: cancellare quanto ci hanno fatto. Dobbiamo migliorare le prestazioni, dando qualità al gioco, e dobbiamo salvarci. Noi siamo bravi a sfruttare le ripartenze, quindi dobbiamo tener botta in fase difensiva: tante volte con difesa schierata dobbiamo ripartire, ma dobbiamo ancora migliorare. Stavolta è andata male, però dobbiamo rimanere calmi e tranquilli. Il campionato è molto equilibrato, se vinci tre partite recuperi: ma prima dobbiamo risolvere i nostri problemi e se continuano questi episodi non sarà facile. Dobbiamo prima salvarci».

I giocatori del Teramo hanno preferito non parlare. Sull’altro versante Luciano Mularoni, sostituendo lo squalificato Lopez, contro il Teramo ha festeggiato la prima panchina tra i professionisti: «Non ci ho pensato molto, ho lasciato poco spazio alle emozioni, me la godrò poi». Parliamo del match, dunque: «Il pareggio di Fanucchi ci ha cambiato la partita: lui è un elemento importante, noi nel primo tempo ci siamo trovati per un errore nostro sotto di un gol e il nostro numero dieci ci ha riportato in gara. Mi è piaciuta l’attenzione, la determinazione e la voglia di vincere di tutti i ragazzi. Sapevamo che i nostri avversari ci avrebbero atteso per ripartire, ma le contromisure hanno funzionato, eccezion fatta per il gol subito».

E Pozzebon? «Credo che abbia già fatto vedere quel che vale, ma a corrente alternata: dovrebbe trovare continuità e non adagiarsi, non accontentarsi. Dopo il gol forse ha fatto una corsa in meno e questo non va bene».

In generale, però, il reparto di attacco è andato molto bene, anche con questa formula senza il centravanti di ruolo: «E’ un modulo che cerca di valorizzare le caratteristiche dei nostri attaccanti, con Sartore che attacca gli spazi e Terrani che è fortissimo nell’uno contro uno. Fanucchi è molto intelligente e con due attaccanti di movimento davanti fa la differenza».