Vivarini: «Zappella e D’Ursi due grandi acquisti»

24 Luglio 2021

Il tecnico di Ari li ha allenati entrambi: «Davide lo feci esordire in B a Empoli, Eugenio ha colpi notevoli»

PESCARA. Dopo la parentesi sfortunata di Chiavari, l’allenatore di Ari Vincenzo Vivarini si rilassa in Abruzzo con tanta voglia di rilanciarsi. Nel frattempo tra una passeggiata in montagna e in attesa della chiamata giusta, si racconta con uno sguardo al mercato del Pescara visto che tra i biancazzurri ci saranno alcuni calciatori che l’ex tecnico del Teramo conosce bene.
Uno di questi è Davide Zappella: che giocatore è?
«Ad Empoli Davide mi piaceva tantissimo. Era aggregato in prima squadra. Io guardo sempre con un occhio di riguardo i giovani della Primavera e l’ho fatto esordire in B. Ha talento anche se fisicamente non è molto grande, sa crossare, ha gamba ed è un bravissimo ragazzo. Il Pescara ha fatto un buon acquisto».
A Bari lei ha avuto anche l’attaccante Eugenio D’Ursi.
«Purtroppo veniva da una pubalgia, ma quando è tornato in squadra ha dimostrato di avere i colpi. È uno che sa fare gol quando meno te lo aspetti. Tecnicamente c’è e diventerà un giocatore importante. È un esterno che parte a sinistra a piede invertito ma con me faceva la punta con Antenucci».
È sfumata definitivamente, invece, la trattativa per Brunori, che a Pescara conoscono bene e che Vivarini ha allenato a Chiavari.
«In serie C è un top player, può fare la differenza, è tanto altruista e se lavora di più per se stesso può fare il salto di qualità. Deve sentire la fiducia perché è delicato caratterialmente. È solo una punta centrale? Da esterno perderebbe le sue capacità di fare gol».
A proposito di punte centrali. Lei ha a avuto anche Ferrari a Bari.
«È un giocatore di grossa sostanza. Non era adatto alle caratteristiche che cerco io, ma anche lui può fare bene. Ha qualità fisiche che non hanno gli altri attaccanti».
Vivarini, ma una chiamata da Pescara le è arrivata?
«Mai. E lo dico con il sorriso. Ognuno fa le sue scelte. Se mi piacerebbe? L’ho sempre detto, Pescara è la mia squadra e le devo tutto. Che devo aggiungere?».
Empoli, Bari e Ascoli. Ha qualche rimpianto?
«Un grosso rammarico ad Empoli. Siamo partiti dopo aver rivoluzionato tutto, eravamo competitivi fino a dicembre, qualche aggiustamento è stato fatto a gennaio. Ma non mi è stato dato il tempo di fare quello che sapevo di poter fare. E la mia carriera ne ha risentito. Idem a Bari. Sono arrivato e avevamo dei problemi. Abbiamo sistemato tanto, mai persa una partita. Facemmo 25 risultati utili e superammo il record di Antonio Conte (23). Il Covid però mi ha tenuto lontano dalla squadra e i play off non sono stati all’altezza del campionato. Ma se avessimo vinto quella finale sarebbe cambiata la mia carriera, un po’ come ad Empoli».
E oggi che fa Vivarini?
«Osservo tante cose, aspettatemi presto».
A Cosenza in B?
«Nì...».
E se quel telefonino avesse già squillato? Vivarini sorride, ci saluta e continua la passeggiata tra le montagne del suo Abruzzo con una voglia grande così di ripartire. Magari proprio in serie B. (en.gi.)
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