«Volevo vincere ma non mi hanno lasciato andare»

14 Maggio 2018

Il teatino Ciccone amareggiato: «Speravo che i big  mi concedessero il successo, ma non è andata così»

CAMPO IMPERATORE. Giulio Ciccone ha infiammato il pubblico di Campo Imperatore. Il 23enne teatino della Bardiani Csf ha provato a vincere la tappa con tre tentativi negli ultimi tre chilometri. Il primo, quello più deciso, è stato neutralizzato dal gruppo della maglia rosa a 1,7 km dal traguardo; gli altri due scatti, invece, sono stati respinti in pochi metri da Pinot e Pozzovivo.
Niente da fare, dunque. Ciccone non è riuscito a trionfare davanti ai suoi tifosi ma ha chiuso la tappa con un onorevolissimo decimo posto, a 24 secondi dal vincitore Simon Yates e davanti a campioni del calibro di Chris Froome e Fabio Aru. «Gli attacchi nel finale», ha dichiarato il corridore abruzzese dopo l'arrivo, «erano la dimostrazione di quanto credessi nella vittoria finale. Quella di Campo Imperatore era una tappa speciale per me. Eravamo sulle mie strade, mi sono sentito come a casa, con un pubblico caldissimo che mi ha incitato e sostenuto. Dovevo e volevo provarci, a tutti i costi. Non sono riuscito a vincere, ma sono contento di aver dato tutto».
Ciccone ha poi aggiunto: «È stata una tappa durissima, corsa ad un'andatura forte. Venivamo da una settimana tirata e impegnativa e anche questo è un aspetto da mettere sul piatto. Eravamo un po' tutti al limite delle energie e ognuno voleva giocarsi le sue carte. Nel finale speravo che i big si guardassero un po' di più tra di loro e che mi lasciassero andare, considerando che non ero di certo un'insidia per la classifica generale. Per questo ho provato a scattare a più riprese. Peccato. Ricevere regali in una delle tappe più belle di questo Giro, a 3 km dall'arrivo, è però chiedere troppo ed è difficile trovare qualcuno disposto a concedere spazio. So di stare bene, la condizione mi assiste e guardo con fiducia alle altre occasioni che potrò trovare da qui all'ultima tappa di Roma. Il terreno per provarci c'è e non mi tirerò indietro. L'arrivo sullo Zoncolan? È una tappa top del Giro. Vincere su una salita del genere sarebbe un sogno».
Il tentativo di bissare la vittoria di Sestola ottenuta al Giro il 17 maggio del 2016 è rinviato alle prossime occasioni. Nella tappa di ieri, tra l'altro, Ciccone è stato il terzo italiano a tagliare il traguardo dopo Domenico Pozzovivo (quarto) e Davide Formolo (sesto). In classifica generale il corridore teatino è adesso al 54° posto con un ritardo di 33'47'' dalla maglia rosa Yates.
Ciccone, nell'ultima settimana e in particolare ieri, ha dimostrato di essere competitivo, di saper stare con i migliori del gruppo e di fare anche meglio di alcuni (è il caso di Froome e Aru, non proprio due corridori qualsiasi). Davvero niente male per un corridore reduce da una stagione (la scorsa) caratterizzata da diversi problemi fisici e da una caduta che, alla vigilia di questo Giro, lo ha fatto convivere con un po' di fastidi nei primi giorni di gara.
Il peggio sembra essere alle spalle e se il giovane della Bardiani Csf verrà aiutato dai compagni di squadra potrà davvero ambire a vincere una delle prossime tappe di montagna. Il fan club Ciccone di Brecciarola di Chieti si è mosso fin da sabato per seguire il loro idolo, posizionando un furgone carico di cartelloni, cappellini e magliette a 300 metri dal traguardo. Non hanno voluto mancare all'appuntamento con l'arrivo tra le strade di casa alcuni familiari di Giulio, come il padre Roberto, la madre Silvana e la zia Titti. Oggi Ciccone trascorrerà il secondo giorno di riposo del Giro 2018 nel suo Abruzzo.
La carovana rosa dedicherà la giornata alle vittime della tragedia dell'hotel di Rigopiano, poi domani si metterà nuovamente in moto da Penne.
Ciccone sarà sicuramente tra i più acclamati dal pubblico sia alla partenza che nei primi chilometri della tappa, caratterizzati dal passaggio nella provincia di Teramo prima di dirigersi verso le Marche e l'Umbria.
Gaetano Lombardino
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