Yates è il re di Campo Imperatore Ciccone a un passo dall’impresa

14 Maggio 2018

La maglia rosa vince la tappa sul Gran Sasso vestito a festa e con migliaia di tifosi in delirio Il teatino a 3 chilometri dall’arrivo prova l’affondo, ma il britannico ha una marcia in più

INVIATO A CAMPO IMPERATORE. Il terzo arrivo in salita incorona la maglia rosa. Campo Imperatore si veste dei colori della Gran Bretagna e consegna la vittoria a Simon Yates, che ha conquistato la vetta della classifica generale nella tappa di giovedì facendo il vuoto sull’Etna insieme a Chaves. Sul Gran Sasso, dunque, fa festa il britannico della Mitchelton-Scott, ma stavolta Yates ha dovuto sprintare negli ultimi cento metri davanti a Pinot e Chaves prima di alzare le braccia al cielo. Soprattutto ha dovuto fare i conti con un super Giulio Ciccone, teatino doc, che era uno dei più attesi della tappa.
Ha provato a vincere con almeno tre affondi, il capitano della Bardiani, ma alla fine si è dovuto accontentare di un onorevolissimo decimo posto. Quarto a 4’’ Pozzovivo, Dumoulin ne perde 12’’. Giornata difficile invece per Froome, che arriva stravolto al traguardo scortato dai compagni, e per Fabio Aru, che perde le ruote dei migliori negli ultimi 3 km. Yates rafforza il primo posto nella generale, ora ha 32’’ di distacco su Chaves e 38’’ su Dumoulin. Froome e Aru scivolano fuori dai primi dieci.
La nona tappa da Pesco Sannita, in provincia di Benevento, a Campo Imperatore è stata uno spettacolo puro. Fiumi di gente per le strade e migliaia all’arrivo piazzato a 2.135 metri sul livello del mare, sul Gran Sasso. Molto duro l'ultimo tratto, con tornanti e pendenze attorno al 9 per cento, con un picco massimo del 13.
Il Gran Sasso d'Italia è stata intitolata la “Montagna Pantani”, in ricordo dell'impresa portata a termine dal Pirata durante l'8ª tappa del Giro 1999, quando staccò tutti e si presentò solo sul traguardo. Quasi 19 anni dopo da quell’impresa, Ciccone è andato vicino al colpaccio. Ha stretto i denti e provato in tutti i modi a vincere, con tre scatti velenosissimi negli ultimi 3 chilometri, spinto dai tanti tifosi sulle sue strade, quelle d’Abruzzo. Tantissime scritte per il corridore teatino, come per l’altro abruzzese, Giuseppe Fonzi, ma tantisimi striscioni per Marco Pantani, specie negli ultimi 500 metri della frazione con pendenze vicine al 10 per cento.
La tappa si accende già dopo il primo chilometro, con 14 corridori che danno vita alla fuga di giornata che dura oltre 200 chilometri con Mickael Cherel (Ag2r La Mondiale), Davide Ballerini e Fausto Masnada (Androni), Manuele Boaro e Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), Simone Andreetta (Bardiani), Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe), Tim Wellens (Lotto), Natneal Berhane (Dimension Data), Hugh Carthy (Ef Education First-Drapac), Maxim Belkov (Katusha-Alpecin), Gianluca Brambilla e Laurent Didier (Trek-Segafredo), Alex Turrin (Willier Triestina).
Fra i battistrada Brambilla a un certo punto diventa anche maglia rosa virtuale visto che cancella i 6’40” di ritardo su Yates. Il vantaggio dei fuggitivi sfonda anche il muro degli 8’, ma poi in testa al gruppo si comincia ad accelerare e soprattutto l’Astana si dà un gran da fare. Chilometro dopo chilometro il gap va riducendosi. Si muove qualcosa anche davanti, con Masnada che va a caccia di gloria e stacca i compagni d’avventura ma il sogno del corridore dell’Androni termina a poco meno di tre chilometri dall’arrivo, risucchiato dal gruppo della maglia rosa. E qui comincia un’altra tappa, quella “vera”, con ripetuti colpi di scena che manda in visibilio il pubblico. Il primo a perdere terreno dai migliori è Fabio Aru, poi si stacca anche Chris Froome, mentre è Giulio Ciccone a prendersi la scena con un paio di strappi che sgretola ulteriormente il gruppo.
Il 23enne di Chieti ci crede e spinge, ma poi Pinot risponde presente e nell’ultimo chilometro sale in cattedra Pozzovivo che cerca l’allungo vincente. Ma Yates, fino a quel punto quasi spettatore silente, decide che è il momento di mettere in chiaro le sue ambizioni e la sua pedalata stronca la concorrenza. Campo Imperatore in festa, Yates alza le braccia al cielo, ma i tanti applausi sono per Ciccone, che ha fatto capire che in questo Giro può davvero piazzare qualche colpo vincente. Giuseppe Fonzi, il corridore pescarese della Willier taglia il traguardo 141°, con un ritardo di 27’ 16”. Oggi c’è il giorno di riposo, ma da domani si tornerà in sella con la partenza da Penne e l’arrivo a Gualdo. È la tappa più lunga del Giro (239 km) e attraversa l’Appennino da sud verso nord.
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