Zaffiri via dal Consiglio «Potere centralizzato»

L’AQUILA. Cocente delusione. Ha lasciato tanta amarezza l’esclusione di Maurizio Zaffiri dal Consiglio federale eletto sabato scorso nell’Assemblea ordinaria elettiva della Fir, che ha confermato al...
L’AQUILA. Cocente delusione. Ha lasciato tanta amarezza l’esclusione di Maurizio Zaffiri dal Consiglio federale eletto sabato scorso nell’Assemblea ordinaria elettiva della Fir, che ha confermato al vertice il presidente Alfredo Gavazzi. L’ex capitano e attuale preparatore atletico dell’Aquila Rugby, non è riuscito a conquistare uno dei due posti in quota giocatori. Agli occhi degli addetti ai lavori, l’ex terza linea azzurra non è stata adeguatamente sostenuta da Gavazzi e Vaccari, nonostante il rapporto solido nato nel Calvisano, dove ha giocato dal 2003 al 2009 e ha conquistato anche da capitano due scudetti e una Coppa Italia.
«Analizzando i numeri che hanno portato alla elezione di Vaccari e Morri», commenta con amarezza, ma con lucidità, Zaffiri, «viene da riflettere su come la lista Pronti Al Cambiamento abbia ottimizzato i propri voti, mentre nella nostra ci sia stata dispersione di energie seguita, penso, a un problema di comunicazione». Gavazzi si è confermato per il secondo mandato alla guida del rugby italiano, con il 54,92% delle preferenze, precedendo Marzio Innocenti (44,65%), quest’ultimo però avrà due rappresentanti nell’organo federale: Roberto Zanovello ed Erika Mori. Sono attesi quindi equilibri e prospettive diverse all’interno della Federazione. «Il nuovo Consiglio federale dovrebbe ripartire su una attenta riflessione, su ciò che si è stato sbagliato nel quadriennio passato», afferma Zaffiri, «che ha suscitato del malcontento. Il potere è troppo centralizzato, le piccole società vedono la Federazione come una sovrastruttura. I Comitati regionali dovrebbero avere un budget a disposizione da investire, perché i contributi sull'attività giovanile non sono sufficienti e andrebbero contestualizzati, in un territorio così diverso come quello italiano. Dal punto di vista internazionale», sottolinea Zaffiri, «le competenze del presidente Gavazzi in tema di strutturazione della Federazione devono essere assecondate e la sua rielezione ne è una conferma. La Scozia, con margini di risorse territoriali minori rispetto all’Italia, ha 20 milioni di euro in più di budget da distribuire sul movimento. L’Abruzzo? Perugini e Presutti saranno validi interlocutori e punti di riferimento politici».
Tommaso Cantalini
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