Zauri: «Meritavamo noi» Sebastiani contro l’arbitro

Il tecnico: «Soddisfatto della gara». Il presidente: «Ros non mi è piaciuto»
PESCARA. Tris servito, anzi no. L’urlo rimane strozzato in gol al 90’, quando un calcio di punizione di Francesco Migliore manda all’aria i sogni di gloria di Luciano Zauri. Il suo Pescara è costretto al pareggio. Dopo la fiammata di Galano, il Delfino aveva fatto la bocca alla terza vittoria consecutiva, cosa che non accadeva da tre anni e mezzo (l’ultima volta accade nel torneo 2015-16 con Oddo in panchina). Un pareggio, il secondo in campionato, che lascia l’amaro in bocca ad un Pescara che ieri sera ha sfoggiato la quarta veste tattica stagionale, dopo il 4-3-3, 3-5-2 e 4-3-2-1, nel freddo stadio Adriatico è stata la volta del 3-4-2-1. «Spesso la difesa a tre viene vista come una tattica difensivista, ma non è così. Con la difesa a tre siamo andati bene e abbiamo creato difficoltà alla Cremonese, una squadra forte e costruita per vincere. Sicuramente, ai punti, meritavamo noi. Eravamo in vantaggio fino a un minuto dalla fine e mi dispiace averla pareggiata». Il 41enne allenatore biancazzurro ha qualcosa da ridire sull’arbitraggio. «Parlare dell’arbitro è l’ultimo dei miei problemi, però la punizione fischiata a Scognamiglio è nostra e non loro, poi da lì è nata l’azione della rete del pareggio». E sulla scelta della difesa a tre, la difende senza problemi. «La rifarei, visto che i ragazzi si sono ben comportati e vincevamo fino ad un minuto dalla fine. Non dimentichiamoci del valore dell’avversario». Ha pesato anche l’assenza dei nazionali durante la settimana, specie Machìn. «E’ vero, abbiamo preparato questa partita con tante assenze causate dai giocatori che erano in Nazionale. Comunque sono contento della prova, noi possiamo fare più cose e più sistemi di gioco. Con il cambio modulo ero certo saremmo stati più letali. Partita bruttina? Abbiamo fatto la nostra gara. Abbiamo sì negli occhi le ultime grandi prove casalinghe ma non possiamo pensare sempre di stravincere. Giudico il pareggio il maniera positiva. Chiaro che avere una rosa al completo per 10 giorni avrebbe migliorato la condizione di alcuni, Machin su tutti, che aveva nella gambe un solo allenamento. Sono tanti i ragazzi che hanno affrontato dei viaggi lunghi. Ribadisco che la squadra ha dato l’anima. Questa prova deve dare convinzione ai miei giocatori. Ripartiamo da qui, non sono i moduli che fanno la differenza, ma l’interpretazione».
Anche il presidente Daniele Sebastiani punta il dito contro Ros di Pordenone. «Qualche fischio arbitrale non mi è piaciuto, come quello che poco prima ha portato al calcio di punizione vincente della Cremonese». Tirata d’orecchie al direttore di gara, elogi a Luciano Zauri. «Il mister ha studiato bene la partita. Non era una gara semplice e il Pescara ha fatto una grande prova. Avere sei giocatori in nazionale ha pesato un po’, qualcuno era stanco, come Machin, per esempio, che ha risentito degli impegni e dei viaggi con la nazionale della Nuova Guinea Equatoriale. Classifica da serie A? Mancano ancora tante gare. Lavoriamo partita dopo partita. Poco pubblico? Parliamo di quelli che vengono a vederci, poi aspettiamo gli altri quando arriveranno». E sul mercato Sebastiani esclude il clamoroso ritorno di Brugman dal Parma. «Non se ne parla, tra una settimana rientra Palmiero».
Marco Baroni tira un sospiro di sollievo. «Siamo partiti bene, poi con l’uscita di Kingsley siamo andati un po’ in difficoltà. Ci siamo abbassati. La partita era difficile e la reazione dopo il gol è una prova di carattere importante», il commento dell’allenatore della Cremonese che ha allenato il Pescara nella stagione 2014-2015. «L’atteggiamento tattico dei biancazzurri? C’eravamo preparati anche per affrontarli in questa maniera, ovvero giocando contro una difesa a tre. Il Pescara ha cambiato in questa stagione diversi sistemi di gioco. Chiaramente ci aspettavamo la difesa a 4 per i tipi di risultati che aveva fatto in precedenza».
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