Zauri: «Voglio un Pescara che comandi il gioco»

«I play off? Presto per parlarne. Squadra incompleta, ma aspetto fiducioso»
PESCARA. Idee chiare, tanta ambizione e la giusta dose di realismo. Alla vigilia della partenza per il ritiro di Palena, in programma oggi pomeriggio, Luciano Zauri fa il punto della situazione sul nuovo Pescara.
Il cantiere è aperto, in particolare in attacco, e il 41enne tecnico evita voli pindarici («Al momento non siamo da play off»), rivolge un pensiero a Bepi Pillon («magari riuscissi a ottenere i suoi risultati») e, allo stesso tempo, ribadisce con fermezza che la sua squadra dovrà essere più propositiva rispetto a quella della passata stagione («Proveremo a comandare il gioco»).
Zauri, le prime impressioni dopo quattro giorni di lavoro?
«Innanzitutto vorrei sottolineare la grande disponibilità e correttezza dei ragazzi nei confronti miei e dello staff. Sappiamo che la rosa dovrà essere potenziata con alcuni uomini chiave, soprattutto in attacco. Lo faremo con molta tranquillità, è chiaro che prima arrivano giocatori in quel reparto e meglio è, però non ho motivi per essere preoccupato».
Un giudizio sul gruppo?
«Sono stato prima giocatore del Pescara, poi tecnico della Primavera e ora della prima squadra. Passando da una poltrona all’altra non mi sono snaturato e non lo farò nemmeno stavolta. Mi danno del tu? Non importa, a quelli con cui ho giocato ho detto che possono chiamarmi come vogliono. Spero di avere con loro un rapporto sincero, come è stato quando eravamo compagni di squadra. Certamente il ruolo mi impone di fare valutazioni e su questo aspetto non posso tirarmi indietro».
Galano, Di Grazia, Ta Bi e Cisco. Che cosa pensa dei nuovi?
«Galano può fare sia l’esterno offensivo che la seconda punta. Ha qualità tecniche enormi e chi ha tali doti non può essere mai un problema. Cisco lo conosciamo perché l’anno scorso con il Padova ci ha fatto male. È un giovane molto interessante, come lo stesso Di Grazia che ha bisogno di recuperare il ritmo partita, dal momento che nell’ultimo anno si è allenato da solo. Ta Bi è in Italia da febbraio, non parla italiano, ma solo il francese ed è un po’ penalizzato. Può fare giocare mezzala o playmaker e ha una struttura fisica imponente. Con le dovute proporzioni, assomiglia a Kessie del Milan».
Tattica e mentalità. Che cosa avrà di diverso il suo Pescara rispetto a quello di Pillon?
«Prima di tutto mi piacerebbe ottenere i suoi stessi risultati che sono stati ottimi. Rispetto alla passata stagione, vorrei che la squadra dominasse il gioco, avesse un possesso di palla e un controllo della partita maggiori. Per farlo, ovviamente, servono calciatori di qualità».
In attacco, dopo Tumminello, che tipo di punta vorrebbe?
«Spero che Tumminello arrivi presto per farlo inserire nel gruppo. Poi, per completare il reparto, ci vorrebbe un giocatore con un minimo di esperienza e che sia in grado reggere l’urto di una piazza difficile come Pescara. L’età non mi interessa, basta che sia forte. Per intenderci, non andremo a prendere un ragazzo della Primavera. Un problema se lo acquistassimo negli ultimi giorni di mercato? Niente affatto, sarebbero guai solo se non arrivasse nessuno, più giocatori bravi avrò e meglio sarà».
A Palena ci sarà il baby Borrelli. È già pronto per la B?
«Gennaro è un ragazzo che merita di stare in prima squadra. È giovane, deve crescere e gli auguro di fare una bella carriera. Ha bisogno di tempo, ma non ha paura di niente e credo che in futuro possa dare un buon contributo al Pescara. Porterò in ritiro anche il difensore centrale Marafini. Ripeto, saranno con noi perché lo meritano. E in attacco abbiamo pure Bunino. A me piace molto, in campo dà l’anima e ha tanto entusiasmo. Spero che resti».
Si parla di una possibile partenza di Brugman. È preoccupato?
«In questo momento il problema non si pone. Brugman è il nostro capitano, è un ragazzo eccezionale e non si discute. Se andrà via penseremo al sostituto».
In difesa servono correttivi?
«Ad oggi siamo a posto. A sinistra abbiamo Elizalde e Del Grosso, a destra c'è abbondanza di terzini. Se andrà via un centrale (Perrotta, ndc) chiederò di rimpiazzarlo».
I play off sono l’obiettivo del Pescara?
«È presto per parlarne, anche perché in questa fase non ho a disposizione un organico in grado di ambire agli spareggi per la promozione in serie A. A fine mercato tireremo le somme. La mia mentalità è sempre la stessa, sono marsicano, ho i piedi sotto terra e non per terra, quindi penso a lavorare e basta. Comunque sia, le squadre forti prima raggiungono la salvezza e poi pensano a traguardi più prestigiosi».
Giovanni Tontodonati
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