Zdenek: «Troppi errori, ma il terzo gol era valido»

Il tecnico biancazzurro Zeman: «L’obiettivo è far tornare l’Adriatico bollente» Sebastiani svela: «La rete annullata? L’arbitro ha ammesso di aver sbagliato»
PESCARA. Niente tris di vittorie. Dopo i successi nei primi due esordi in biancazzurro (2-1 a Verona nel 2011, 5-0 al Genoa nel 2017), la terza avventura di Zdenek Zeman sulla panchina del Pescara inizia con un pareggio rocambolesco. Prima il doppio vantaggio sciupato, poi il gol (regolare) annullato dall’arbitro Zanotti a Merola che ha impedito al Delfino di battere la Juve Stabia. «Per me la rete andava convalidata», dice Zeman, «in realtà l’arbitro lo aveva fatto e in seguito ci ha ripensato. Non ho capito il motivo, credo che abbia fischiato quello che viene definito fallo di ‘confusione’. In generale mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra nel primo tempo, siamo stati ordinati. Nella ripresa, invece, abbiamo perso i punti di riferimento e ci siamo affidati ai singoli, ma con le giocate individuali è difficile vincere le partite». Poi troppe occasioni fallite e gravi ingenuità difensive. «Abbiamo commesso qualche errore. Se Merola fallisce due gol non è sfortuna. Sulla prima azione ha fatto un bel numero, poi però non ha segnato. Sulla seconda poteva fare meglio, è andata male. E lo stesso è accaduto ad altri che non ha sfruttato le chance. Difesa fragile? Abbiamo preso due gol evitabili. Sul primo Boben non doveva permettere all’avversario di scappare via, forse non ha commesso fallo perché era ammonito. Sulla seconda rete, invece, bisognava chiudere prima». Poi il giudizio su Palmiero e Lescano. «Nel primo tempo Palmiero ha giocato bene, nel secondo un po’ meno e non solo per colpa sua. Gli altri due centrocampisti (Mora e Aloi, ndc) dovevano mettersi a disposizione e dialogare con lui, invece erano troppo lontani e la costruzione è diventata complicata. Lescano ha presenza fisica e fiuto del gol. Nemmeno un minuto per Vergani? Aveva un problema fisico (distorsione alla caviglia, ndc) e non volevo peggiorare la situazione». Prima del fischio d’inizio, alla lettura delle formazioni, quando lo speaker pronuncia il nome di Zeman dagli spalti arrivavano applausi, in particolare dalla tribuna, e qualche fischio dalla curva. «So che ultimamente il pubblico è abbastanza freddo, per farlo diventare caldo servono le belle prestazioni». Comunque sia, il ritorno del boemo ha prodotto un primo effetto positivo: all’Adriatico il numero di spettatori è aumentato di 900 unità rispetto alla precedente gara casalinga (ieri 3.514, contro il Giugliano 2.614). «Mi auguro che il numero cresca ulteriormente, ma dipende da noi».
Le parole di Sebastiani. Soddisfatto per la qualità del gioco, un po’ arrabbiato per il gol annullato. «L’arbitro ha parlato con il ds Delli Carri e ha ammesso di aver sbagliato», il retroscena svelato dal presidente Daniele Sebastiani nel post partita, «però non possiamo dargli addosso, ce ne fossero in giro di direttori di gara che ammettono i propri errori. Resta tanta amarezza perché quella decisione che ci ha impedito di vincere. Quest’anno siamo stati penalizzati varie volte. Comunque, sono contento di aver rivisto un Pescara propositivo. In pochi giorni era difficile fare meglio, credo che i tifosi si siano divertiti».
Giovanni Tontodonati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

