Zeman avverte il Pescara: «Serve una grande partita»

Il tecnico: «Torno volentieri a Foggia, ingiusto vietare la trasferta ai tifosi»
PESCARA. Foggia-Pescara è la partita del cuore per Zeman e per i tanti tifosi che con il boemo hanno vissuto momenti indimenticabili. Vuoi per i quattro anni di A giocati in Puglia, vuoi per la storica promozione in biancazzurro con Verratti, Immobile e Insigne. Ma Foggia-Pescara è soprattutto il primo tempo di una semifinale (ci sarà il Var per dirimere gli episodi controversi) che metterà in palio una fetta di B. Per qualche giorno i ricordi del cuore vanno chiusi in un cassetto e il pensiero deve andare al campo. Alle 20,30 allo Zaccheria il primo atto della sfida: Zeman non avrà a disposizione gli squalificati Milani, Palmiero e Brosco, ma ci saranno Mesik e Lescano. La mattinata di ieri si è aperta con la nota della società per smentire «le fake news» apparse su alcuni organi di informazione. «In merito ad alcune immagini che circolano nel mondo del web, con frasi e virgolettati che vedono protagonista mister Zdenek Zeman e alcune vicende di giustizia sportiva», si legge, «il tecnico biancazzurro tiene a precisare di non aver mai dichiarato tali esternazioni».
Verso Foggia-Pescara. Zeman arriva in conferenza stampa sorridente e tranquillo come se quella di oggi fosse una partita come tante. E subito mette in chiaro le cose. «Io la formazione l’ho decisa, ma naturalmente non ve la dico. Abbiamo tre squalificati (Palmiero, Brosco, Milani ndc) e verranno sostituiti. Nel complesso stiamo bene anche se qualche acciacco c’è perché abbiamo giocato tante partite. Ma questo è normale. Aloi? Potrebbe esserci e nel caso partirà da regista. Poi lui e Kraja possono scambiarsi le posizioni».
Delio Rossi e i ricordi. «Sono contento di tornare a Foggia. Ci vado sempre volentieri dopo otto campionati fatti bene. Con Lazio e Pescara da avversario è sempre andata bene. Delio Rossi? Preparato e serio. L’ho avuto come giocatore. Ha cambiato assetto rispetto alla mia filosofia? Non devo giudicare io, magari si sarà adeguato agli uomini che ha a disposizione. Allo Zaccheria ci saranno tantissimi tifosi. Spingeranno la squadra e noi dobbiamo adattarci bene. Se conterà l’aspetto emotivo? Io non gioco, in campo andranno i ragazzi. Ed è un peccato che ci siano i divieti per le tifoserie ospiti. Al ritorno lo stadio sarà tutto per noi. Certo, i tifosi di Foggia e Pescara a volte esagerano un po’… Il Foggia è una buona squadra e ha qualche buona individualità. Di sicuro se ha cambiato quattro allenatori qualche problema l’ha avuto. Evitare di fare i falli per non concedere le palle inattive? Non posso mica dire ai miei di levarsi. Schenetti è la bestia nera del Pescara? A me lo scorso anno non ha fatto tanto male perché è stato espulso».
Le scelte. Sono due gli interrogativi sull’undici che scenderà in campo questa sera allo Zaccheria. Crescenzi sta bene ma in rifinitura è stato provato anche Gozzi. In attacco dovrebbe tornare Lescano anche se la buona prova di Cuppone a Chiavari non ha lasciato indifferente Zeman. 4-3-3 il sistema di gioco con Plizzari tra i pali, Cancellotti, Boben, Mesik e Crescenzi (Gozzi) in difesa. Aloi regista nel centrocampo completato da Kraja e Rafia con Lescano riferimento centrale del tridente offensivo insieme a Delle Monache e all’ex Merola. «Cuppone o Lescano? C’è anche Vergani. Cuppone è più rapido, Lescano ha più forza. Io ho deciso, ma non ve lo dico». In realtà c’è una frase detta dal boemo a Chiavari nel dopo gara che fa propendere per Lescano. «Non abbiamo fatto bene in fase propositiva perché cercavamo i lanci lunghi per Cuppone e non abbiamo sviluppato gioco». Conoscendo Zeman, eseguire bene i concetti offensivi è prioritario. Ed è prioritario per il Pescara fare bene questa sera per mettere le basi in vista del ritorno di giovedì.
Enrico Giancarli
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