Zeman boccia il Pescara: non pronto per il mio gioco

5 Marzo 2017

Mille panchine festeggiate nel peggiore dei modi dall’allenatore boemo: «Non mi è piaciuto l’atteggiamento, abbiamo pagato alcuni svarioni»

GENOVA. Doveva essere la serata di Zdenek Zeman, la festa del tecnico boemo che festeggiava le mille panchine in carriera. Ma a dare buca all'allenatore del Pescara è stata proprio la sua squadra, inerme ed assente a Marassi. I meriti vanno alla squadra blucerchiata, sicuramente, ma nella sconfitta di Genova ci sono anche tanti demeriti da parte del Pescara, con Zeman che non sa più cosa fare. «A mio avviso il primo tempo non è stato male da parte nostra, anche se siamo stati comunque troppo passivi. Almeno qualcosa abbiamo fatto, ad esempio riuscivamo a ripartire e così abbiamo trovato il pareggio. Non mi è piaciuto l'atteggiamento, abbiamo aspettato troppo e le mie squadre solitamente non attendono gli avversari, ma hanno voglia di fare».

Zeman non si riconosce nel Pescara del primo tempo, men che meno nel Pescara del secondo tempo. Nella ripresa è arrivata la sconfitta, ma i biancazzurri non ci hanno neppure provato, con Viviano di fatto quasi inoperoso nei secondi 45'. «Nel secondo tempo penso che non ci abbiamo creduto», sentenzia Zeman, «e abbiamo pagato degli autentici svarioni. Ci vorrebbero più attenzione e più concentrazione in quelle situazioni da cui sono nati i gol. La Sampdoria non credo che abbia fatto altre cose. Nel primo tempo abbiamo sfruttato la posizione della difesa blucerchiata per ripartire, mentre nel secondo tempo», sottolinea ancora il boemo, «non lo abbiamo fatto più». È inspiegabile, però, l'incredibile passo indietro in queste ultime due partite con Chievo e Samp, dopo la manita al Genoa. È vero che forse quella vittoria fu eccessiva nei toni, ma è anche vero che non trova una spiegazione logica l'involuzione del Pescara nelle due trasferte dopo l'exploit coi grifoni. «Il cambio di allenatore porta sempre entusiasmo», ripete Zeman, «e in quella gara col Genoa abbiamo dimostrato di poter dare e fare qualcosa in più. Purtroppo nelle ultime due partite non ci siamo riusciti». Non ci sono stati miglioramenti forse anche a causa dei carichi di forza degli allenamenti settimanali di Zdenek Zeman. Il tecnico del Pescara, però, ammette che le gambe pesano un po'. «Negli allenamenti lavoriamo su tanti concetti, anche su quelli che ci hanno portato a subire gol. Io vorrei che la mia squadra sia più aggressiva, voglio maggiore dinamismo e tanti movimenti, per questo stiamo lavorando sodo. E' vero che la squadra non era pronta a livello atletico al mio modo di giocare, ma se non ci si lavora non si arriva mai. In settimana abbiamo avuto qualche problema con gli allenamenti, però solo così si possono raggiungere i risultati». Il ko di Genova dice che il Pescara resta incollato al fondo della graduatoria, a dieci punti di distanza dall'Empoli che oggi pomeriggio, in casa col Genoa, ha la possibilità di guadagnare terreno sul trio che chiude la classifica. Il body language di Zeman, ad esempio gli autografi firmati all'intervallo e la testa scossa dopo le tre reti incassate, dimostrano che il tecnico si è reso conto che la situazione appare ormai compromessa. Davanti a microfoni e taccuini, però, il boemo ha un atteggiamento tutt'altro che remissivo. «Avremmo voluto vincere, ma dobbiamo guardare comunque avanti. Il discorso salvezza è ancora aperto e fin quando la matematica non ci condannerà dobbiamo fare di tutto per cercare di recuperare».

Antonio Spagnoli