Zeman chiede concretezza «Pescara, voglio più gol»

Il tecnico: «La squadra crea palle gol, gli attaccanti devono ragionare di più»
PESCARA. Alle 20.45, sotto i riflettori dello stadio Adriatico-Cornacchia, terzo impegno in campionato per il Pescara. Dopo il successo nell’esordio contro la Juventus NG e il pari di Perugia ecco l’Arezzo di Indiani che vuole cancellare la sconfitta (1-3) subita in casa contro la Carrarese. Una bella notizia per Zeman: tutti gli effettivi sono a disposizione e convocati, Aloi ha superato la botta al ginocchio e c’è anche Tommasini che però ieri in rifinitura ha lavorato solo per un po’ con il gruppo. Zeman in conferenza stampa non svela nulla sulla formazione, ci mancherebbe altro, ma lancia un messaggio chiaro ai suoi. E riguarda la fase offensiva. «In allenamento i nostri attaccanti vogliono spaccare la porta e sbagliano. In certi casi occorre ragionare e piazzare la palla. Lo ripeto tutti i giorni. Se facciamo un’analisi delle prime due giornate, da migliorare c’è la concretezza sotto porta. E alla squadra chiedo di ragionare di più negli ultimi 16 metri. Cuppone poco concreto? E’ il nostro capocannoniere…». Zeman fa anche un’analisi del calendario che proporrà subito la trasferta martedì a Carrara per affrontare il Sestri Levante e poi 13 giorni senza partite prima del tour de force per via del rinvio a mercoledì 11 ottobre (ore 20,45 stadio Adriatico-Cornacchia) del derby Pineto-Pescara, originariamente previsto per il 24 settembre. «La mia idea oggi è quella di fare in partita alcuni cambi anche guardando a martedì prossimo. Se sono dispiaciuto per lo stop? No, così i miei lavorano di più in allenamento. E se ho tutti a disposizione come ora non mi spaventa nessun tour de force».
La squadra. Aloi ha fatto bene tutta la rifinitura, Tunjov è regolarmente a disposizione e ci sarà anche Tommasini che però difficilmente verrà impiegato. Stanno meglio Vergani e Cangiano e per il boemo c’è l’imbarazzo della scelta. Difficile che Zeman cambi qualcosa in difesa e in attacco, i dubbi sono a centrocampo dove Squizzato è certo di una maglia e Tunjov è pronto a riprendersi il suo posto, ma resta in ballottaggio con Aloi, Dagasso e Franchini. La sensazione è che l’estone possa giocare proprio con Aloi, ma non è da escludere l’ipotesi Dagasso con Franchini che scalpita. «Dagasso e Tunjov insieme? Per me possono giocare anche se sono due mancini. In questo modo Tunjov partirebbe da destra e andrebbe al tiro con più facilità. Franchini a me piace e durante l’anno ci darà una grossa mano. Merola? Io credo che sia condizionato dal gol. Se ci pensasse di meno magari giocherebbe meglio». Solito 4-3-3 come sistema di gioco, Plizzari tra i pali linea a quattro con Pierno e Milani esterni, Brosco con Mesik nel cuore del reparto. In mediana Squizzato regista con Aloi e Tunjov, mentre in attacco Cuppone verrà supportato da Merola e Accornero. Le alternative? Dagasso e Franchini in mediana, Cangiano per Accornero in attaco.
L’Arezzo. Zeman spende parole importanti per l’undici di Indiani. «Gli amaranto sono una squadra forte, giocano un 4-2-3-1 che si affida alle qualità dei due attaccanti, ma hanno anche la caratteristica di venirti a prendere alti. Hanno entusiasmo e si conoscono bene avendo vinto lo scorso campionato di D».
Verratti. Zeman non si tira dietro quando c’è da parlare di Marco Verratti e del suo trasferimento in Qatar. «Quando un allenatore non ti vuole più si fanno le valutazioni. Al Psg non avrebbe giocato e, siccome oggi il calcio è business, ha fatto le sue scelte. Per me Verratti è un regista e in Nazionale ha reso meno perché aveva Jorginho al suo fianco. Chiudere la carriera in A con me? Lo spero… ma per lui». Farsi bello (e vincente) è l'obiettivo del Pescara questa sera sotto i riflettori dell'Adriatico prima che lo stadio cambi look e si dedichi all'atletica.
Enrico Giancarli
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