Zeman ci crede: «Presto vedrete il mio calcio»

Il tecnico: la squadra cresce, sono convinto che a breve ci saranno progressi
PESCARA. Sarà la volta buona? Zdenek Zeman ci crede e oggi contro l’Avellino spera di vedere un Pescara più... zemaniano. L’impronta del boemo non è ancora chiara, ma l’allenatore è fiducioso. «Prima o poi si vedrà il mio calcio. I ragazzi stanno imparando e a breve si vedranno i frutti del lavoro, ne sono convinto». Il Delfino è reduce dal successo sul campo del Parma, ma il blitz non ha soddisfatto il palato fine del tecnico. Zdenek ama vedere i suoi calciatori giocare con spensieratezza. Al contrario, nelle prime nove gare si è notata un’eccessiva preoccupazione. La squadra non è ancora capace di muoversi con la mente libera e, quando è in possesso del pallone, spesso rallenta per timore di prendere gol. «Entriamo e siamo passivi per vedere cosa fanno gli altri, invece di provare a proporre qualcosa. Quando i ragazzi riusciranno a capire questa differenza, penso che si vedrà un'altra cosa». Queste le sue parole al termine del match vinto a Parma. Nel dibattito sulla qualità del gioco espresso è entrato anche Daniele Sebastiani. «Se giochiamo siamo contenti», ha detto il presidente, «altrimenti ci accontentiamo dei risultati positivi». Ieri la replica del boemo. «Il presidente pensa a raccogliere i punti. Anch’io lo faccio, però li voglio ottenere attraverso il bel gioco».
In ogni caso, oggi c’è la necessità di conquistare l’intera posta in palio. La vittoria all’Adriatico manca da troppo tempo (27 agosto, 5-1 al Foggia) e nelle successive tre gare casalinghe il Delfino ha raccolto due pareggi e una sconfitta. Per restare agganciati alle prime posizioni serve un cambio di marcia tra le mura amiche, anche in previsione dei prossimi impegni ravvicinati (martedì a Empoli e sabato 28 col Brescia in casa). L’Avellino si presenta in Abruzzo con una veste diversa rispetto al passato. L’undici di Walter Novellino segna e subisce gol a grappoli. «È una squadra difficile da affrontare», spiega Zeman, «punta sull’agonismo e sulla lotta cercando di sfruttare la forza degli attaccanti che sono molto bravi». I numeri dicono che gli irpini sono più “zemaniani” del Pescara: 18 gol fatti e 17 subiti in nove gare. «L’Avellino gioca un calcio diverso rispetto al nostro, anche se i numeri sono quelli».
Le scelte. In porta tocca ancora a Fiorillo. «Pigliacelli è rimasto in panchina perché non mi è piaciuto il suo modo di impostare l'azione con il Cittadella e spero che restando a riposo possa capire i miei richiami». La difesa è completata da Zampano, Coda, Perrotta e Balzano. Quest’ultimo a sinistra al posto di Mazzotta che in settimana ha avuto la febbre. Il terzino siciliano va in panchina insieme a Bovo che non è al meglio. A centrocampo out Coulibaly, in campo gli stessi tre interpreti protagonisti a Parma, ovvero Palazzi, Kanoutè e Brugman. In attacco conferma per il tridente formato da Mancuso, Pettinari e Capone. Di nuovo ai margini Ganz che resta in attesa di una chance da titolare. «L’ho detto tante volte: Ganz è un attaccante ideale per il mio gioco. Il problema è che bisogna inserirlo nei meccanismi della squadra che per ora non esprime il calcio che servirebbe per valorizzare le sue caratteristiche. Schierarlo con Pettinari? No, non possono giocare insieme». Ganz, come Del Sole e Benali, era andato a segno nell’amichevole di mercoledì a Fossacesia. «Se dovessi scegliere la formazione in base a quel test non dovrei fare giocare nessuno. Non mi è piaciuto niente di quello che abbiamo fatto. Spero che i ragazzi capiscano che in campionato serviranno maggiore attenzione e senso di responsabilità». Infine Zeman rivolge un pensiero al medico sociale della società biancazzurra Ernesto Sabatini, colpito da un infarto: «Ci dispiace, spero ne esca bene e continui a lavorare con noi. L'ha preso in tempo, lui in quanto medico ha capito cosa gli stava accadendo». Oltre a Coulibaly, assenti per infortunio Proietti, Campagnaro, Selasi e Cappelluzzo.
Qui Avellino. Nulla da fare per Morosini che salta la sfida al pari di Gavazzi (infortunato), Migliorini e Lezzerini. In difesa Suagher accanto a Kresic, a centrocampo ballottaggio Molina-Bidaoui e in attacco Asencio potrebbe soffiare il posto a Castaldo. All’Adriatico oltre 8.000 spettatori (poco più di 300 da Avellino).

