Zeman, col Pescara in A nessun rischio di addio

C ’è un patto d’onore tra tecnico e società per andare avanti insieme
PESCARA. L’impegno morale di Zdenek Zeman. Stavolta non c’è il rischio che si ripeta ciò che accadde nell’estate di cinque anni fa. L’obiettivo del tecnico boemo e della società è di tornare al più presto nella massima serie. Magari già dalla prossima stagione con il Pescara che si presenterà ai nastri di partenza tra le principali candidate al salto di categoria. Qualora l’obiettivo diventasse realtà l’avventura dell’allenatore boemo proseguirà in riva all’Adriatico. Nessuna promessa ufficiale, nessun vincolo presente nel contratto costringerà il boemo a restare al timone del Pescara. Piuttosto, si tratta di un patto tra gentiluomini. E se le cose andassero per il verso giusto Zeman allenerà il Delfino in A con basi totalmente diverse rispetto a quest’anno. Nel torneo che si è appena concluso, il 70enne di Praga ha preso la squadra in corsa dopo l’esonero di Massimo Oddo a metà febbraio. Zeman aveva di fronte un compito troppo arduo con una rosa non costruita da lui. Ma ora lo scenario è cambiato. La dirigenza biancazzurra gli ha dato carta bianca in sede di calciomercato e il boemo parteciperà attivamente alla costruzione del nuovo Pescara che dovrà avere basi solide.
Bisogna allestire un organico in grado di primeggiare nel torneo cadetto, ma che possa anche resistere ai contraccolpi dell’eventuale ritorno in serie A. Che Zeman avesse l’ambizione di riportare il Delfino in A restando eventualmente al suo posto anche l’anno prossimo lo si era capito anche nella sua ultima conferenza stampa alla vigilia del match contro la Fiorentina. «Vorremmo porre le basi per un futuro nella massima categoria», aveva detto il boemo, «bisognerà vedere cosa riusciremo a fare sul mercato». Parole che non lasciano spazio ad interpretazioni. Per coronare il sogno c’è la necessità di intervenire in modo profondo sulla rosa. Dopo la vittoria del campionato di B nel 2012, il rimpianto più grande per i tifosi pescaresi fu quello di non aver visto Zeman al timone del Delfino anche in A. Cinque anni fa, al termine del torneo, i biancazzurri conquistarono la promozione dando spettacolo in tutti i campi della serie B. A fine stagione, irretito dal richiamo della Roma, Zeman lasciò il Pescara facendo arrabbiare alcuni supporters e lasciando l’amaro in bocca ad altri. Molti compresero la scelta di voler rimettersi in discussione sulla panchina di una squadra a cui è rimasto sempre affezionato. Altri rimasero delusi dall’addio e a distanza di cinque anni non gli hanno ancora perdonato la scelta e nella sfida casalinga con il Palermo ci sono stati per la prima volta alcuni cori non proprio cordiali nei confronti dell’allenatore. Un clima non idilliaco che rischia di complicare ulteriormente il lavoro della società. L’auspicio è che la situazione possa cambiare presto e il tecnico boemo riesca a ripetersi dopo il successo straordinario del 2012.
Ora si sta preparando il quadro per creare una nuova versione della Zemanlandia pescarese. Sarà un lavoro lungo e faticoso, dal momento che l’allenatore ha chiesto alla società interventi forti sul mercato. Dall’operato della dirigenza dipenderanno in larga parte i risultati che la squadra riuscirà a ottenere sul campo. Anche a livello numerico, l’ordine del boemo è tassativo. «Ventisette, ventotto calciatori sono più che sufficienti per lavorare bene». Questo è il primo scoglio da superare, dal momento che il Pescara ha sotto contratto quasi cinquanta elementi. Nella rosa attuale figurano Fiorillo, Fornasier, Coda, Bovo, Biraghi, Stendardo, Crescenzi, Zampano, Vitturini, Maloku, Brugman, Coulibaly, Memushaj, Bruno, Benali, Del Sole e Mitrita, oltre ai nuovi acquisti Proietti e Mancuso. Poi ci sono quasi trenta calciatori che rientreranno dai prestiti. A quasi tutti andrà trovata una nuova sistemazione. I casi più spinosi sono quelli di Mazzotta, Cocco e Aquilani. I primi due sarebbero stati riscattati dal Frosinone se i ciociari fossero tornati in A. Per Aquilani si punterà alla risoluzione contrattuale dopo il prestito al Sassuolo.
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