Zeman: credevo che Sebastiani fosse un amico

19 Giugno 2015

Il tecnico del Lugano: "Non conosco il calcio svizzero? I campi di gioco hanno tutti la stessa misura"

PESCARA. Prime fatiche per il Lugano di Zdenek Zeman. Nella seconda seduta che inaugura il nuovo corso del tecnico boemo, sono apparsi i celebri gradoni.

Al termine dell’allenamento si è svolta una conferenza stampa nella quale Zeman ha parlato di nuovo del mancato arrivo a Pescara.

«Mi è dispiaciuto molto», ha spiegato il 68enne tecnico di Praga, «sul piano umano, non vorrei tornare sull’argomento, ma non costava nulla dirmi di aver cambiato idea. Fino alla scorsa settimana Sebastiani mi ha ripetuto che ero io il nuovo allenatore, ma a un certo punto non si è fatto più sentire. Addirittura, quando l’ho cercato non rispondeva più al telefono. Pensavo che fossimo legati da un rapporto di amicizia, invece…».

L’espressione sul volto segnato dalle rughe esterna una profonda delusione. Di sicuro influisce il fatto che a Pescara lavora Peppino Pavone, il direttore sportivo che insieme a lui rese grande il Foggia. Per Zeman la trattativa sfumata ha il sapore della grande occasione persa. Pazienza, andrà avanti provando a costruire in Svizzera quello che non è stato possibile fare in riva all’Adriatico. Lì il campionato inizierà il prossimo 18 luglio. Resta poco tempo per trasferire i suoi concetti calcistici ad un organico creato da altri. Ha chiesto al presidente Angelo Renzetti, pescarese doc, di arricchire la rosa con alcuni elementi che avrebbe voluto allenare a Pescara.

Di sicuro ne ha indicati tre. Il primo è Andrea Conti, 21 anni, esterno destro di difesa protagonista di un ottimo campionato con la maglia del Lanciano. Un altro è il nazionale Under 21 bosniaco Andrej Modic, 19 anni, playmaker della Primavera del Milan. Infine, il centrocampista dell’Inter Primavera, Andrea Palazzi, classe 1996, che però dovrebbe finire al Livorno. Dunque, dopo le schermaglie verbali con il presidente Sebastiani, si profila un duello in sede di calciomercato per assicurarsi i giovani talenti di club italiani.

Di sicuro la corsa per l’atalantino Conti si è già aperta e chissà che non possa continuare per gli altri due baby-talenti indicati dal boemo.

«Il Lugano non ha fatto mercato? Non mi preoccupa perché mi hanno spiegato che aspettano me. Siamo una neopromossa e il presidente vuole fare bella figura».

L’obiettivo è costruire con calma un percorso a lunga scadenza, cercando prima di tutto di conquistare la salvezza. Ci sarà tempo per vedere il bel gioco, anche se qualcuno gli ha fatto notare la sua scarsa conoscenza del calcio svizzero. «Non è un problema. I campi sono uguali, hanno le stesse misure». È il Boemo. Non si smentisce! (g.t.)

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