Zeman e la lite con Sebastiani «Non ho detto nulla di grave»

21 Dicembre 2017

Il boemo: dopo le dimissioni ho cambiato idea e tuttora credo di poter fare bene

PESCARA. Il solito Zeman. Il rapporto con Sebastiani ha raggiunto livelli di tensione altissima, ma lui si presenta all’incontro con i cronisti come se nulla fosse accaduto. Sereno, sorridente e pronto a rispondere a (quasi) tutte le domande. Il boemo precisa subito di “voler continuare ad essere l’allenatore del Pescara». Stasera (ore 20,30) i biancazzurri sfidano l’Ascoli dell’ex Serse Cosmi, ma l’argomento caldo riguarda il vivace botta e risposta tra i due al termine del match col Novara. «Non ho né incontrato nè sentito Sebastiani, però credo che sia una cosa normale», afferma Zeman, «in passato mi è capitato di non parlare con i presidenti anche per un mese».
Il caos che si è scatenato gli sembra fin troppo eccessivo. «Sabato scorso ho solo detto che mi ero dimesso il 1° settembre, a fine mercato, e non credo che sia stata un’affermazione grave. Per me è stata fatta troppa confusione e non penso di dover chiarire la situazione. Casomai è il presidente a dover dire cosa vuole fare». Zeman considera esagerata la reazione del presidente biancazzurro che lo ha accusato di andare per conto suo e non remare verso la stessa direzione del gruppo. «Perché ha detto quelle cose? Posso tradurre quell’uscita in un solo modo, però me lo tengo per me. Di sicuro è stata una reazione eccessiva perché io non ho detto niente di grave quando ho riferito di essermi dimesso».
Le dichiarazioni sono però arrivate alla vigilia di una sfida delicatissima nella quale quasi sicuramente il boemo si stava giocando la panchina. E, forse, proprio il fatto di sentirsi a un passo dell’esonero con Mimmo Di Carlo pronto a sostituirlo lo ha spinto a vuotare il sacco. «Ho risposto solo alla domanda che mi è stata fatta, cioè se dopo la sconfitta a Cesena avevo intenzione di dimettermi. Ho risposto che lo avevo fatto il 1° settembre e non era mia intenzione farlo per una seconda volta. Voi (la stampa, ndr) e anche il presidente avete fatto un po’ di confusione, però ormai quello che è successo è successo. In ogni caso la situazione dovrà essere chiarita, ma se a settembre ho deciso di restare al mio posto significa che ero convinto di fare qualcosa di positivo. E lo sono ancora».
Sebastiani lo ha evitato dando mandato ai direttori sportivi Luca Leone e Peppino Pavone di incontrarlo. «I direttori mi hanno chiesto se me la sentivo ad andare avanti, ma se sono qui significa che voglio continuare a guidare la squadra. Non possiamo buttare all’aria quasi sei mesi di lavoro». L’affetto nei confronti di Sebastiani resta immutato. «Resto a disposizione e vorrei continuare a stare qui, poi è normale che nel calcio possono accadere cose diverse. Mi chiedo a che punto vorrà arrivare».
Comunque sia, le parole di Zeman hanno scosso anche la squadra che si è sentita attaccata dal boemo. Ad esempio Burgman ha definito “non belle” le frasi del tecnico sulla poca voglia di migliorarsi del gruppo. «Io cerco di constatare le situazioni e dire quello che penso, a prescindere se siano frasi belle o non belle. Poi sui giocatori dico che sono felice perché ho letto le statistiche sul rendimento di tutti i calciatori della serie B nei vari ruoli. Ebbene, Fiorillo è al sesto posto, Zampano è secondo, Mazzotta e Brugman terzi, Benali sesto, Capone quarto e via discorrendo. Purtroppo, mi manca il nome di qualche difensore centrale. La nostra retroguardia dovrebbe essere il punto di forza della squadra, ma finora non è riuscita a dimostrare il proprio valore. Bisognerà lavorare». Forse il boemo, quando ha accusato il gruppo di “non avere fame”, ha cercato di spronarlo. «Sono qui anche per motivare i calciatori», ammette Zeman, «mi è piaciuta la reazione dei ragazzi sul piano del carattere e dell’applicazione, non sul piano del gioco. Era anticalcio quello del secondo tempo col Novara, ma i giocatori hanno lottato senza commettere errori, al contrario di quanto è successo in passato».
Contro l’Ascoli tornano titolari in difesa Mazzotta, Bovo e Coda, e in mediana Valzania che sembra in vantaggio su Coulibaly. Oltre allo squalificato Perrotta, assenti Zampano, Fornasier, Balzano, Ganz, Campagnaro, Kanoutè, Selasi, Latte Lath e Pigliacelli.
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