Zeman e la testa giusta: così è esploso Pettinari

11 Settembre 2017

I segreti della punta del Pescara su cui nessuno avrebbe scommesso: dai consigli del tecnico alla maturazione. Ora è il capocannoniere della serie B

PESCARA. Non svegliatelo. Stefano Pettinari sta vivendo un sogno, forse irripetibile, e la speranza è che duri a lungo. Nella storia recente del calcio pescarese nessun giocatore aveva mai segnato 6 gol nelle prime 3 partite di campionato. E nessuno al mondo avrebbe scommesso sull’exploit del 25enne romano. D’altronde, per tifosi e addetto ai lavori, il colpo di mercato dell’estate portava il nome di Simone Andrea Ganz, acquistato dalla Juventus per quasi 2 milioni di euro. Invece, in vetrina ci è finito Pettinari, autore di due triplette all’Adriatico che gli sono valse i tributi emozionanti dei tifosi biancazzurri, pronti a scandire il suo nome a gran voce dopo la chiamata dello speaker.
Stefano vuole diventare un collezionista di palloni. Se ne è portati a casa già due (grazie alla triplette) per la felicità del piccolo Mattia, il primo figlio nato 4 anni dal matrimonio con la crotonese Ilaria, conosciuta negli anni di militanza nel club rossoblù. La coppia ha anche una bambina, Martina, che ha un anno e mezzo. Forse nemmeno Luciano e Luisa, genitori e primi tifosi del bomber biancazzurro, si aspettavano una partenza così entusiasmante di Stefano che nelle ultime tre stagioni aveva segnato appena 7 reti in 78 partite. Senso della posizione, opportunismo, tecnica, potenza e precisione. C’è un po’ di tutto nei 6 gol realizzati finora e il suo record personale (9 reti in B nel 2012-13 con la maglia del Crotone) inizia già a vacillare.
Ma come si spiega una crescita così dirompente? La presenza di Zdenek Zeman in panchina è senz’altro una causa scatenante. Nella sua carriera il tecnico boemo ha valorizzato decine e decine di attaccanti mettendoli in condizione di segnare a raffica. Alcuni hanno vinto la classifica cannonieri, altri sono andati (come minimo) in doppia cifra. L’elenco è molto nutrito. Qualche nome? Schillaci, Baiano, Signori, Totti, Casiraghi, Vucinic, Delvecchio, Immobile, Insigne, Sau e via dicendo. Addirittura, nel 2002 alla Salernitana Zeman lanciò l’esterno Vignaroli che fece 19 gol in B (5 reti era il suo record). Insomma, si sa che le squadre di Zeman riescono a creare occasioni a grappoli e le punte, inevitabilmente, ne traggono benefici. Ma la percentuale realizzativa di Pettinari è sbalorditiva. L’ex crotonese ha sfruttato quasi tutte le chance che gli sono capitate mostrando un istinto da vero killer dell’area di rigore. In poche settimane, Stefano è riuscito ad interpretare al meglio il ruolo di centravanti nel 4-3-3 zemaniano. Aveva fatto la punta centrale anche quando giocava nel Crotone di Drago che utilizzava lo stesso modulo del tecnico boemo, però in quel caso svariava su tutto il fronte di attacco sprecando energie preziose. Ora, grazie alle indicazioni di Zeman, sa sempre cosa fare e dove farsi trovare quando si sviluppa l’azione.
Ma c’è dell’altro. Probabilmente il suo processo di crescita come uomo e calciatore è giunto nella fase decisiva. Ora Stefano è maturo, determinato, consapevole delle proprie capacità. Ha superato le incertezze dopo qualche torneo deludente riprendendosi la scena. Quando era nelle giovanili delle Roma, veniva considerato uno dei giocatori migliori in prospettiva, tant’è che a soli 16 anni firmò il primo contratto da professionista. La Roma lo blindò per evitare che alcuni club, in particolare dall’Inghilterra, potessero “scipparlo” come è successo a tanti altre baby promesse di casa nostra. La strada sembrava in discesa, ma presto emersero le difficoltà di un ragazzo che a 18 anni lasciò la Capitale per farsi le ossa. Nel 2010 a Siena (1 sola presenza), poi tre anni a Crotone, dove fece benissimo nell’ultima stagione. Poi, dal 2014 ad oggi, altre cinque squadre: Latina, Como, Vicenza, Ternana e Pescara. E nella sua nuova avventura in riva all’Adriatico sta trovando la sua dimensione. Aveva bisogno di fiducia, Zeman gliel’ha concessa e ora Stefano non vuole fermarsi più.
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